mercoledì 26 agosto 2026
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Politica

Sicurezza stradale, il PD chiede la “zona 30” anche a Trieste: “Meno morti e più vivibilità”

Luca Marsi·
Sicurezza stradale, il PD chiede la “zona 30” anche a Trieste: “Meno morti e più vivibilità”

Strade più sicure, meno vittime e una città più vivibile: è con questo obiettivo che il Partito Democratico di Trieste ha presentato in Consiglio comunale una mozione urgente per introdurre la Zona 30, il limite generalizzato dei 30 km/h già adottato con successo in molte città europee – da Bruxelles a Graz, da Valencia a Parigi – e più recentemente anche a Bologna.

“Ridurre la velocità non è una penalizzazione per chi guida – sottolinea la consigliera comunale Laura Famulari, prima firmataria della mozione – ma un investimento in sicurezza, salute e qualità della vita. I dati parlano chiaro: a 30 km/h un pedone investito ha molte possibilità di sopravvivere, a 50 km/h la probabilità di morte è altissima. Non possiamo più ignorarlo”.

Secondo le statistiche ACI-Istat, oltre il 70% degli incidenti avviene in ambito urbano e quasi la metà delle vittime perde la vita proprio sulle strade cittadine. L’esempio di Bologna è citato come modello: dopo un anno dall’introduzione della Zona 30, i morti sulle strade sono diminuiti del 50% e i feriti dell’11%.

Strade più sicure e meno smog
La mozione del PD invita Sindaco e Giunta ad avviare la sperimentazione a Trieste, accompagnandola con campagne di sensibilizzazione, nuovi interventi su segnaletica, dissuasori e illuminazione, oltre a un monitoraggio costante di dati su incidentalità e inquinamento.

“Anche Trieste – aggiunge Famulari – merita strade più sicure, meno rumore e meno smog. La Zona 30 significa una città più vivibile per pedoni, ciclisti, bambini, anziani e automobilisti stessi. È una scelta di civiltà e responsabilità che guarda al futuro”.

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