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Politica

Sicurezza nei porti di Trieste e Monfalcone: i sindacati chiedono più ispettori per tutelare i lavoratori

Luca Marsi ·
Sicurezza nei porti di Trieste e Monfalcone: i sindacati chiedono più ispettori per tutelare i lavoratori

I porti di Trieste e Monfalcone, uniti sotto l'Autorità di Sistema Portuale, sono al centro di un'importante richiesta da parte delle organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Mare del Friuli Venezia Giulia. Dopo anni di crescita, con un significativo incremento del traffico merci e nuove opportunità occupazionali, emerge una criticità urgente: la carenza di ispettori per la sicurezza sul lavoro.

Crescita e criticità: due facce della stessa medaglia

Dal 2016, grazie all’ampliamento delle aree di zona franca e all’uso dei retroporti, Trieste e Monfalcone hanno visto un vero e proprio boom delle attività portuali. L’aumento delle aziende operatrici e l’apertura di nuovi terminal hanno generato migliaia di opportunità di lavoro, contribuendo a rafforzare il tessuto sociale della regione. Tuttavia, questa espansione ha messo in evidenza problematiche legate alla sicurezza sul lavoro, un aspetto che non può essere trascurato.

Un lavoro complesso e pericoloso

Nonostante possa sembrare semplice, il lavoro portuale è estremamente complesso e rischioso. L’introduzione di tecnologie avanzate e mezzi di grandi dimensioni per la movimentazione di carichi pesanti richiede formazione specifica, abilitazioni adeguate e un rigoroso controllo delle condizioni di sicurezza.

Per far fronte a queste esigenze, sono state istituite le Rappresentanze dei Lavoratori per la Sicurezza di Sito (R.L.S.S.), figure chiave per monitorare le condizioni di sicurezza, segnalare situazioni di rischio e collaborare con le autorità competenti. Tuttavia, la presenza degli R.L.S.S. non basta se non supportata da un numero sufficiente di ispettori specializzati.

Carenza di ispettori: un problema urgente

Attualmente, l’Autorità di Sistema Portuale dispone di soli due ispettori operativi, un numero del tutto insufficiente per garantire la sicurezza in un sistema che comprende due porti strategici come Trieste e Monfalcone. Eppure, già nel 2014, l’Autorità si era impegnata ad assumere otto nuovi ispettori. Da allora ne sono stati assunti nove, ma la maggior parte non è effettivamente operativa.

Con l’attuale volume di traffico e la crescente complessità delle operazioni portuali, i sindacati stimano che il numero di ispettori necessario dovrebbe essere di almeno 14 unità. La mancanza di queste figure rischia di compromettere la sicurezza dei lavoratori e l’efficienza delle operazioni portuali.

La proposta dei sindacati: assunzioni dirette per la sicurezza

Le organizzazioni sindacali chiedono all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Occidentale di intervenire immediatamente, utilizzando la facoltà di assumere direttamente nuovo personale senza la necessità di bandi di concorso. L’obiettivo è attingere da lavoratori già impiegati presso le aziende portuali, che, pur avendo limitazioni fisiche che impediscono loro di svolgere le mansioni originarie, possiedono una profonda conoscenza delle aree e delle attività portuali.

Questi lavoratori sarebbero perfettamente idonei a ricoprire il ruolo di ispettori, contribuendo così a colmare una lacuna che oggi rappresenta un rischio concreto per la sicurezza di tutti.

Un appello alla responsabilità

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Mare del Friuli Venezia Giulia ribadiscono con forza la necessità di un intervento immediato per garantire la sicurezza nei porti di Trieste e Monfalcone. La crescita economica e lo sviluppo del sistema portuale non possono prescindere dalla tutela della vita e della salute dei lavoratori.

Il messaggio è chiaro: la sicurezza non può aspettare.

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