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Politica

Salute, Capozzi, Honsell, Liguori, Pellegrino: Asufc, sigle sindacali meritano doverose risposte

Luca Marsi·
Salute, Capozzi, Honsell, Liguori, Pellegrino: Asufc, sigle sindacali meritano doverose risposte

“L’auspicio è quello che le nostre domande non rimangano lettera morta e che, invece, possano ricevere quanto prima risposte concrete a beneficio delle organizzazioni sindacali, degli operatori del settore della sanità e dei cittadini. Chiediamo che si indichino le motivazioni alla base della revisione dell’atto aziendale da parte di Asufc e anche perché non siano stati coinvolti i professionisti”.

Lo manifestano, attraverso un comunicato stampa condiviso, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) e il consigliere Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), riprendendo i contenuti della conferenza stampa convocata questa mattina a Trieste nella sala Verde del palazzo del Consiglio regionale. In tale occasione, ha partecipato anche la consigliera Simona Liguori (Civica Fvg), mentre la collega Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) ha fatto pervenire una nota tematica scritta.

Obiettivo dell’incontro era quello di “ottenere rapidamente chiarezza in merito alle recenti problematiche emerse dal documento di protesta diffuso dalle rappresentanze sindacali del comparto medico dell’interno dell'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc)”.

“Rivedere un atto aziendale come ha fatto Asufc - ha spiegato Capozzi nella sua introduzione – significa rivedere un atto fondamentale che riguarda la propria organizzazione interna, le sue funzioni, i suoi dipartimenti e i suoi servizi. Gli interrogativi che emergano sono importanti e noi non potevano non offrire il nostro sostegno alle preoccupazioni delle organizzazioni sindacali e dei professionisti che hanno detto di non essere stati coinvolti in questa pseudo revisione che mette in dubbio quanto ci è stato, invece, rappresentato come un trend positivo. Tutto ciò porta interrogativi legittimi e mette in discussione la governance attuale”.

“Abbiamo appreso - ha concluso Capozzi – che tale revisione investirà aspetti fondamentali dell’Azienda sanitaria, l’espansione considerevole degli ospedali hub e l’indebolimento degli ospedali territoriali spoke, più una serie di ridimensionamenti e soppressioni non dettati da criteri oggettivi. Quindi, si sostanzia non solo nell’organizzazione, ma in modifiche ai servizi che arriveranno ai cittadini”.

“Medici e organizzazioni sindacali - ha precisato, dal canto suo, Honsell – stanno vivendo un momento estremamente difficile: numerose dimissioni volontarie e tanta insoddisfazione lavorativa che noi stessi denunciamo ormai da molto tempo. Sul piano dell’organizzazione della complessa struttura ospedaliera non ci sono state né trasparenza, né condivisione, indispensabili per far sì che chi lavora, al di là dello stipendio, venga apprezzato, trovi soddisfazione personale e abbia l’opportunità di dire la propria. Tutti i sindacati dei medici e dei dirigenti sanitari hanno mandato un messaggio molto forte e noi vogliamo essere loro vicini”.

“Ho recentemente depositato un’interrogazione all’assessore Riccardi – ha quindi evidenziato Liguori – nella quale chiedevo numi sulle reali dimensioni delle dimissioni volontarie da Asufc da parte di medici e infermieri. I numeri fanno tremare i polsi: nel 2023 sono state 156 e 136 nel 2024. Se guardiamo invece le tre Aziende regionali, le cifre complessive salgono a 347 nel 2023 e a 314 nel 2024. È quindi indispensabile far riflettere assessorato e Aziende stesse sui possibili correttivi per migliorare l’organizzazione dei servizi e dei reparti che pesa sulla pelle dei dipendenti. Le stesse sigle, in un comunicato, hanno denunciato: 'Niente trasparenza, nessuna condivisione'. Ora la politica deve occuparsi di questo grido di allarme, riappropriandosi della propria capacità di ascolto”.

“La situazione conferma un grave problema strutturale: alle aziende – ha infine rimarcato Pellegrino, attraverso la sua nota scritta - vengono affidati ingenti risorse pubbliche e poteri decisivi, senza però un vero sistema di controllo politico e di rendicontazione trasparente verso il Consiglio regionale e la comunità. Così non può funzionare ed è perciò necessario introdurre l’obbligo per le Aziende di presentare report periodici, basati su indicatori chiari e pubblici, da discutere in Commissione e in un confronto strutturato con territori, operatori e rappresentanze sindacali. La Giunta si assuma la responsabilità politica della governance sanitaria. È il momento di costruire un sistema di vigilanza e controllo pubblico vero e continuo”.

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