Referendum Giustizia, Bordon: “Giustizia più giusta e imparziale”, Sossi: “Riforma inutile e pericolosa” (VIDEO)

Si è aperto con il conto alla rovescia e con il peso di un appuntamento decisivo il confronto di “Giovani al voto” andato in scena giovedì 19 marzo 2026 su Trieste Cafe.
Ultimo faccia a faccia prima del referendum, con protagonisti Daniele Bordon (Fratelli d’Italia) ed Enrico Sossi (Movimento 5 Stelle), chiamati a confrontarsi su uno dei temi più divisivi del momento: la riforma dell’ordinamento giudiziario.
Bordon: “una battaglia di civiltà per una giustizia più equa”
Daniele Bordon ha subito chiarito la sua posizione, dichiarandosi fiducioso nella vittoria del sì.
“Spero vinca il buon senso e quella parte di Italia che vuole una giustizia più giusta”, ha affermato, sottolineando come la riforma punti a garantire una reale terzietà del giudice.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il nodo centrale è proprio la separazione delle carriere, che consentirebbe al giudice di essere davvero indipendente dal pubblico ministero.
Bordon ha parlato di tre pilastri fondamentali della riforma, evidenziando criticità nell’attuale sistema, dove — a suo dire — le correnti interne alla magistratura influenzerebbero le dinamiche professionali.
Ha inoltre difeso il meccanismo del sorteggio, ricordando come sia già utilizzato in diversi ambiti giudiziari e ritenendolo uno strumento utile per riequilibrare il sistema.
Sossi: “non è una riforma della giustizia, ma un intervento inutile e pericoloso”
Di segno opposto la posizione di Enrico Sossi, che ha contestato sin da subito l’impostazione della riforma.
“Non è una riforma della giustizia, ma dell’ordinamento giudiziario”, ha precisato, sostenendo che i veri problemi del sistema restano irrisolti: carenza di personale, carichi di lavoro e tempi lunghi nei tribunali.
Sossi ha inoltre sottolineato come la separazione delle carriere sia già di fatto limitata dalla normativa vigente e che il vero rischio della riforma sia un aumento dell’influenza della politica sulla magistratura.
Un’accusa ribadita più volte nel corso del confronto, soprattutto in relazione ai nuovi meccanismi di composizione del Consiglio Superiore della Magistratura.
Sorteggio e CSM, il cuore dello scontro
Il momento più acceso del dibattito si è registrato sul tema del sorteggio.
Bordon lo ha difeso come strumento già previsto in altri ambiti e utile a ridurre il peso delle correnti.
Sossi, invece, ha evidenziato quello che considera un punto critico: il diverso trattamento tra magistrati e componenti di nomina politica, con il rischio di squilibri nella rappresentanza.
“Il problema non è il sorteggio in sé, ma come viene applicato”, ha spiegato, insistendo sulla necessità di maggiore equilibrio e trasparenza.
Appelli finali e clima acceso
In chiusura, Sossi ha invitato i cittadini a partecipare al voto, sottolineando l’importanza dell’esercizio democratico, mentre Bordon ha ribadito la necessità di una riforma che renda il sistema più equo e moderno.
Un confronto acceso, senza esclusione di colpi, che ha mostrato chiaramente quanto il tema resti divisivo.
Ora la parola passa agli elettori, chiamati a decidere su una riforma che continua a far discutere e a dividere.
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