domenica 12 luglio 2026
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Politica

Primo Maggio, No-Green Pass in piazza: Difeso sempre il lavoro rifiutando ricatto Green Pass e obbligo vaccinale"

Luca Marsi·
Un Primo Maggio “operoso” per il coordinamento No-Green Pass sceso oggi in Piazza della Borsa per protestare contro le politiche portate avanti dall’attuale governo nazionale. Non è solo una giornata di protesta e presidio, in piazza sono presenti anche i banchetti per una duplice raccolta firme che, vede la partecipazione di molti cittadini. Lo scopo è di proporre 2 referendum: il primo, contro l’invio di armi all’ucraina; mentre il secondo, contro la partecipazione dei privati alla determinazione delle politiche sanitarie pubbliche. 
 
Tito de Toni del Coordinamento No-Green Pass dichiara ai nostri microfoni: “Noi abbiamo sempre difeso il lavoro, rifiutando il ricatto del “Green Pass” e dell’obbligo vaccinale. Sono gli “altri” che dovrebbero spiegarci il perché non hanno difeso i lavoratori nei 2 anni dove sono stati sottoposti a ricatti, vessazioni e proibizioni per arrivare poi, al “Green Pass” e all’obbligo vaccinale nel famoso 15 Ottobre 2021 quando eravamo in porto con i portuali a manifestare. Noi abbiamo sempre difeso il lavoro e oggi siamo qui per dire no alla guerra perché la guerra è contro i lavoratori e le lavoratrici. La guerra è pagata dai laboratori e dalle lavoratrici attraverso l’inflazione ed anche con il taglio delle spese sociali in favore di quelle militari. È una guerra che oggi viene pagata con il sangue degli ucraini e dei russi. Una guerra che fa gli interessi dell’alta-finanza e degli industriali delle armi come il Ministro Crosetto. Una guerra che pagano i popoli. Noi avendo rappresentano la lotta di libertà dei popoli contro il “Green Pass” e contro il “terrorismo sanitarista” del Covid, siamo qui per dire, anche una volta: libertà, pace, fratellanza e dialogo. Tutto questo è sempre stato detto nelle nostre piazze, continuiamo a dirlo, ancora una volta, qui oggi. Sono gli “altri” che tacciono: le burocrazie dei sindacati confederali, che hanno taciuto ieri con Draghi e oggi con Meloni, continuano ad essere complici di meccanismi di potere, oppressione, ricatto e “terrorismo” contro i lavoratori e le lavoratrici.”

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