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Politica

Porto Vecchio e migranti, SIULP: “Fallimento amministrativo e sociale, non colpa della Polizia"

Luca Marsi·
Porto Vecchio e migranti, SIULP: “Fallimento amministrativo e sociale, non colpa della Polizia"

Toni duri e una presa di posizione netta da parte del SIULP di Trieste (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), che interviene con un comunicato stampa sul tema migratorio e sulla gestione della situazione in città. Il punto di partenza è chiaro: “La Polizia di Stato non si limita a fare il massimo con le risorse ridicole di cui dispone, ma va sistematicamente ben oltre”.

Per il sindacato, a pagare il prezzo della tensione politica e mediatica sono ancora una volta gli operatori, con una reputazione messa in discussione mentre, sostiene il SIULP, gli agenti starebbero gestendo situazioni complesse senza strumenti adeguati.

“Strumentalizzare le tragedie è diventato uno sport bipartisan”

Nel comunicato, il SIULP denuncia quella che definisce una strumentalizzazione delle tragedie con finalità opportunistiche: “Strumentalizzare le tragedie e sfruttarle in modo opportunistico a sostegno della propria posizione o ideologia è ormai uno sport bipartisan nel nostro Paese”. Il sindacato ribadisce però un punto: ciò che non è accettabile sarebbe che il contraccolpo ricada sulla Polizia di Stato.

La critica centrale: “rischioso affidare tutto alla Polizia”

Secondo il SIULP, affidare integralmente alla Polizia di Stato la gestione della questione migratoria è un errore strutturale e pericoloso. Il sindacato sottolinea che si tratta di un fenomeno che richiederebbe un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di più soggetti: Protezione civile, amministrazioni locali, reti civiche e strutture sanitarie.

Il messaggio è che la Polizia, in questo schema, dovrebbe avere un ruolo tecnico e marginale, non diventare il perno totale di un sistema che invece dovrebbe poggiare su una regia ampia e integrata.

L’ondata di freddo annunciata e l’accusa: “piano straordinario per i senza tetto? non risulta”

Il comunicato si concentra anche sull’emergenza freddo. Per il SIULP, l’ondata di gelo era annunciata da giorni, e viene posta una domanda diretta: è stato attivato un piano straordinario per garantire ricovero ai senza tetto? La risposta del sindacato è secca: “A noi non risulta”.

Un passaggio che amplia la critica alla gestione complessiva della fragilità sociale in città.

Accoglienza “satura” e procedure fuori dalla competenza della Polizia

Il sindacato evidenzia anche un problema operativo: una volta conclusi i passaggi burocratici di competenza della Questura, i migranti non avrebbero accesso immediato alla rete di accoglienza. Una rete descritta come spesso satura e vincolata a ulteriori procedure che, sottolinea il SIULP, esulano dalle competenze della Polizia e non sarebbero di facile e rapido accesso.

“Chi ci accusa non ci ha mai sostenuto su risorse e personale”

Altro punto sottolineato nel comunicato riguarda la mancanza di sostegno concreto. Il SIULP afferma che chi oggi punta il dito contro la Polizia non sarebbe mai stato al fianco dei sindacati nelle rivendicazioni su investimenti, risorse e personale per la sicurezza. Il sindacato richiama inoltre il tema dei tagli accumulati nel tempo, sostenendo che alla Polizia sarebbe stato sottratto negli anni da governi di ogni colore politico.

Il nodo via Mascagni: “trasferimento bloccato per volontà politica”

Nel testo viene citata anche una questione logistica: il mancato trasferimento del settore richiedenti asilo dell’Ufficio immigrazione nella nuova sede di via Mascagni, trasferimento che secondo il sindacato sarebbe stato bloccato per volontà politica. Il SIULP sostiene che questa soluzione sarebbe stata più funzionale, offrendo maggiore dignità sia agli utenti sia ai poliziotti, con possibili ricadute positive sui tempi di gestione delle pratiche.

“Se la Polizia deve occuparsi quasi solo di questo, lo si dica apertamente”

Il comunicato arriva a una provocazione istituzionale: se la pretesa implicita è che la Polizia di Stato si occupi quasi esclusivamente della questione migratoria, convogliando lì tutte le energie e trascurando altri ambiti, allora, secondo il sindacato, questo dovrebbe essere dichiarato apertamente assumendosene la piena responsabilità davanti alla comunità.

Il SIULP richiama l’idea di una sicurezza richiesta “a 360 gradi”, non limitata a controlli ai confini, centri di accoglienza e uffici immigrazione in servizio continuativo.

La conclusione: “Porto Vecchio è lo specchio di un fallimento. non della Polizia”

Il comunicato si chiude con una posizione durissima: “Quanto accade in Porto Vecchio è lo specchio di un fallimento amministrativo, civico e sociale. Di certo, non una responsabilità della Polizia di Stato”. Un’affermazione che riassume l’intera impostazione del sindacato: critica alla gestione complessiva e difesa netta del lavoro svolto dagli agenti.

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