Porto Vecchio e migranti, ICS attacca Dipiazza: "Sanzioni inaccettabili, legge punisce colpevoli, non vittime"
Le dichiarazioni del sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, in merito alla possibilità di applicare DASPO urbani ai migranti che trovano rifugio nel Porto Vecchio hanno scatenato una dura reazione da parte dell’ICS - Consorzio Italiano di Solidarietà, che le definisce "assurde e moralmente inaccettabili".
ICS: "Non si possono punire le vittime dell’abbandono istituzionale"
Secondo il Consorzio, l’area del Porto Vecchio è effettivamente pericolosa, motivo per cui sarebbe dovere delle autorità segnalare i rischi con adeguati avvisi. Tuttavia, viene contestata l’idea di sanzionare i migranti che vi trovano rifugio non per scelta, ma per necessità, a causa di quello che viene definito un "abbandono istituzionale".
"La legge punisce i colpevoli, non le vittime", afferma ICS, evidenziando come la maggior parte di coloro che occupano gli spazi del Porto Vecchio siano richiedenti asilo che dovrebbero beneficiare di accoglienza, secondo il d.lgs 142/2015. L'assenza di un'accoglienza adeguata, quindi, rappresenterebbe una violazione normativa ai danni di queste persone.
Il concetto di stato di necessità: "Non possono essere sanzionati"
Dal punto di vista giuridico, ICS sottolinea come chi si rifugia nel Porto Vecchio non possa essere sanzionato, in quanto la loro condotta rientra nello stato di necessità (art. 54 c.p.). "Se non viene garantita l’accoglienza, non si può punire chi è costretto a rifugiarsi in un'area interdetta", spiegano.
Al contrario, viene sottolineato che a poter essere punito, in caso di violazioni, è chi ha la responsabilità legale di garantire un’accoglienza adeguata ma non lo fa. ICS annuncia inoltre che, come già accaduto in passato, si attiverà in tutte le sedi "per far rispettare la legalità e tutelare le vittime di abusi".
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