Porto di Trieste, comitato No Imec accusa: “armi Nato in transito, no alla militarizzazione"

Un’accusa diretta, senza sfumature, e una presa di posizione netta. Il Comitato No Imec ha diffuso un comunicato in cui contesta duramente le recenti dinamiche legate al porto di Trieste, parlando apertamente di un possibile coinvolgimento nelle attività legate alla guerra.
Nel testo, il Comitato collega la nomina dell’avvocato Natale Ditel a nuovo segretario dell’Autorità portuale di Trieste e Monfalcone a una precisa direzione politica e operativa. Secondo quanto dichiarato, il primo atto della nuova gestione sarebbe stato il passaggio di un carico di armi della Nato nello scalo giuliano.
“Per la guerra”: la denuncia del Comitato
Il comunicato utilizza toni forti, sottolineando come queste scelte si inserirebbero in un quadro più ampio. Il Comitato afferma che tali operazioni sarebbero “in piena coerenza” con il progetto del corridoio Imec, ritenuto strategico per rafforzare i collegamenti internazionali, in particolare con il porto di Haifa.
Secondo il Comitato No Imec, questo scenario contribuirebbe ad alimentare tensioni già presenti a livello globale, con ripercussioni anche sul territorio locale. Viene infatti sostenuto che la crisi del porto di Trieste sarebbe legata anche agli effetti dei conflitti in Medio Oriente e alle dinamiche geopolitiche internazionali.
La posizione: “no all’esportazione di morte”
Nel documento emerge una posizione chiaramente contraria all’utilizzo del porto per fini militari. Il Comitato ribadisce il proprio rifiuto di ogni coinvolgimento in attività legate alla guerra, sintetizzando il concetto con una frase forte: “non si vive di guerra, di guerra si muore”.
Il messaggio è accompagnato da un appello a fermare quello che viene definito come un processo di militarizzazione dello scalo triestino.
Il riferimento allo sciopero e alle mobilitazioni
Nel comunicato viene inoltre citato il sindacato Usb, indicato dal Comitato come l’unico ad aver proclamato uno sciopero contro questa situazione. Un elemento che, secondo i firmatari, dimostrerebbe la necessità di una presa di posizione più ampia.
Il testo si chiude con un invito esplicito alla mobilitazione, rilanciando lo slogan: “No all’Imec, no alla militarizzazione del porto di Trieste”.
Le sigle coinvolte
Il comunicato è sottoscritto dal Comitato No Imec insieme ad altre realtà e organizzazioni, tra cui il Fronte della Primavera Triestina, il Coordinamento No Green Pass e diverse associazioni e gruppi politici attivi sul territorio.
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