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Politica

“Per centro destra unico strumento oggettivo per arginare mala movida è limite orario a emissioni sonore”

Luca Marsi ·
Pubblichiamo da Luca Bressan
 
"La IV Circoscrizione nella seduta di martedì non ha reso il parere sulle modifiche al regolamento movida e sulla variante al piano comunale di classificazione acustica con 6 voti contrari, 6 voti a favore e 4 astenuti. Determinante è stato il voto contrario dei consiglieri rionali del PD - Marco Rossetti Cosulich (Presidente IV Circoscrizione), Luca Bressan, Marina Coricciati, Alberto Fileti e Andrea Abrami - cui si è sommano quello di un consigliere di Adesso Trieste.
 
La giunta di destra anche nelle audizioni svolte presso le Circoscrizioni sta raccontando qualcosa di non attinente alla realtà – questo il primo appunto di Luca Bressan capogruppo PD in IV – sostenendo che il limite orario alle emissioni sonore sia stato introdotto con le ultime modifiche proposte al regolamento Movida e che sia l’unico criterio oggettivo applicabile. In verità, la previsione di limiti orari alle emissioni sonore all’esterno, esiste sin dalla prima sua stesura fatta del Regolamento dalla Giunta Cosolini e tanto contestata allora dalla destra all’opposizione. Ora che amministrano difendono strenuamente il limite orario quale unico criterio oggettivo.
 
I residenti presenti nelle audizioni lamentano, invece, problemi di rumore che posso anche prescindere dai limiti orari. Per questo – continua lo stesso Bressan - la risposta più logica sarebbe procedere ad una seria zonizzazione acustica affinché le emissioni sonore siano compatibili con il contesto circostante. In città esistono situazioni molto diverse è la stessa emissione sonora a pari potenza può portare o meno disagio: basti pensare a come ci siano stradine strette e piazzette prettamente residenziali che fanno da amplificatore naturale della musica nelle quali sia poco compatibile eccedere nei volumi di emissione sonora senza arrecare forte disturbo e disagio ai residenti. Di converso, la stessa zonizzazione acustica sarebbe valido strumento per trovare spazi idonei in città per il divertimento dei più giovani restati privi di un'offerta di intrattenimento musicale che fino a qualche anno addietro fornivano discoteche e locali simili.
 
Inoltre, è da dieci anni (data a cui risale la prima applicazione del Regolamento) che si parla dell’impossibilità di utilizzare gli operatori della Polizia Locale per “quantificare” l’intensità delle emissioni sonore con fonometri perché non abilitati e formati per farlo con la conseguenza che, nei casi più gravi i residenti siano abbandonati a sé stessi e debbano rivolgersi alla Polizia Giudiziaria. La cosa è ancora di maggior rilievo stando la narrazione per cui l’armamento della Polizia Locale è funzionale al presidio notturno del territorio.
 
Anche le audizioni promosse dall’amministrazione per determinare le modifiche al Regolamento – conclude lo stesso Bressan – avrebbero dovuto includere oltre alle associazioni di categoria che legittimamente sono state coinvolte anche rappresentative di comitati di residenti e di associazioni giovanili così da coinvolgere tutti i soggetti interessati allo strumento del Regolamento. Invece ci si è affrettati a fare alcune modifiche tra le quali la principale è la marcia indietro sul numero di deroghe passato dalle 14 previste sempre dall’amministrazione di destra alle 6 proposte adesso. Probabilmente hanno dovuto mettere un freno ad un problema che loro stessi hanno alimentato non governandolo. Basti pensare come esistano casi dove la Forze dell’ordine negano l’intervento anche in casi di conclamato disturbo per ragioni di sicurezza dei loro stessi operatori".

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