Paglia attacca: "Zona rossa inefficace di notte". Rabaccio replica: "Ma i commercianti ora lavorano sereni" (VIDEO)

Il dibattito sulle cosiddette "zone rosse" a Trieste continua a tenere banco, e nel corso della diretta serale di Trieste Cafe è diventato il centro di un acceso confronto tra Maria Luisa Paglia, esponente del Partito Democratico, e Pamela Rabaccio, vice-segretaria cittadina della Lega. A moderare lo scontro il giornalista Luca Marsi, con l’opinionista Stefano Rebek come presenza fissa del talk.
Paglia: «Non servono. Costano troppo e non sono efficaci di notte»
A prendere per prima la parola è stata Maria Luisa Paglia, che ha bocciato senza esitazioni il modello delle zone rosse attive in città, sottolineando la loro inefficacia soprattutto in orario serale e notturno. «Per quello che sono costate, non hanno ottenuto l'effetto sperato», ha dichiarato, sottolineando che si tratta di nuclei di poliziotti provenienti da fuori Regione, con un impatto economico notevole per i cittadini: «Si pagano vitto, alloggio, albergo, vestiario. E poi, la sera finiscono il turno e restano fermi in un posto definito, non fanno pattugliamenti».
Paglia ha evidenziato episodi recenti come vetrine spaccate e auto incendiate, avvenuti proprio di notte, quando le forze dell’ordine delle zone rosse non sono operative. Per lei sarebbe stato più utile investire quelle risorse nel ripristino del poliziotto di quartiere, figura che conosce il territorio e può creare un rapporto diretto con cittadini, scuole, commercianti e anziani. «Non è una figura unica ma un pattugliamento con poliziotti stanziali. Tempo fa c'era e tutti erano soddisfatti», ha ricordato.
Inoltre, secondo Paglia, il termine “zona rossa” ha anche un effetto stigmatizzante per chi lavora o vive in quelle aree: «Sentirsi dire che si è in zona rossa è una forma di deprezzamento».
Rabaccio: «Sicurezza prioritaria, le zone rosse hanno migliorato la fruibilità degli spazi pubblici»
Pamela Rabaccio ha difeso con fermezza l’utilità delle zone rosse, replicando punto per punto alle critiche di Paglia. «Facciamo confusione: il poliziotto di quartiere è un’altra cosa», ha puntualizzato in apertura. Per Rabaccio, la sicurezza è «alla base di ogni società» e a Trieste «va mantenuta negli standard ai quali siamo abituati». A suo giudizio, le zone rosse hanno raggiunto l’obiettivo principale: «Garantire la fruibilità degli spazi pubblici durante il giorno».
La segretaria della Lega ha inoltre evidenziato che i commercianti sarebbero soddisfatti della presenza di queste forze aggiuntive e ha negato che il loro impatto economico gravi sul Comune. «I risultati ci sono stati – ha affermato – e potrebbero essere rinnovate anche il prossimo venerdì».
Paglia rilancia: «I risultati si misurano con i fatti: auto incendiate e negozi svaligiati»
Non si è fatta attendere la controreplica della rappresentante del PD, che ha insistito sulla necessità di misurare i risultati «con i fatti». Ha portato esempi di cronaca come un’attività commerciale svaligiata in via Conti e l’ennesima auto incendiata la sera prima. «Se chiami uno di quei poliziotti per una rapina alla Luminosa, magari nemmeno sa dov’è», ha detto, sottolineando il fatto che si tratta di agenti non locali.
Ha ribadito anche l’enorme costo economico, precisando che «gli alberghi sono pieni di questi poliziotti» e che con la stessa cifra si potevano ottenere presìdi fissi ed efficaci. Ha infine ricordato che il poliziotto di quartiere non è gratuito, ma è stanziale e conosce il contesto.
Rabaccio: «Guardiamo il bicchiere mezzo pieno, è un buon deterrente»
Rabaccio ha concluso il proprio intervento sottolineando che focalizzarsi esclusivamente sulla notte è miope: «Dobbiamo pensare ai reati che sono stati bloccati in tempo durante il giorno». Per lei le zone rosse sono un deterrente efficace, e il bilancio generale è positivo. Ha ammesso che «si può fare ancora di più», ma ha espresso fiducia nella prosecuzione di questa misura, anche in parallelo con interventi di miglioramento urbano: «Anche l’arredo urbano contribuisce alla qualità della vita».
Uno scontro acceso, due visioni opposte
Il confronto si è concluso con posizioni diametralmente opposte: da una parte Paglia che vede nelle zone rosse un intervento «costoso, poco efficace e decontestualizzato», e dall’altra Rabaccio che invece le considera un presidio «utile, concreto e migliorabile», da estendere ancora per consolidarne i risultati.
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