Ogni giovedì un presidio per la pace: il Comitato Danilo Dolci in piazza con candele e bandiera arcobaleno

Trieste non dimentica. E ogni giovedì, puntualmente, il Comitato Pace Convivenza Solidarietà Danilo Dolci rinnova la sua presenza davanti alla targa che ricorda l’annuncio delle leggi razziali antiebraiche del 18 settembre 1938, proprio in piazza Unità. Una testimonianza silenziosa ma potente, che richiama la coscienza collettiva al dovere della memoria e dell’impegno civile.
Una piccola presenza, costante e determinata, che ha preso forma già a partire dalla marcia cittadina per la pace del 1° gennaio. Da allora, ogni settimana attorno alle ore 17, senza curarsi di pioggia, freddo o afa, attivisti e cittadini si ritrovano davanti a quel luogo carico di significato per chiedere pace, giustizia e cessate il fuoco nei conflitti contemporanei.
Candele e bandiere per un messaggio universale
Ogni giovedì, accanto alla targa, vengono posizionate candeline accese e una bandiera della pace. Un gesto semplice ma denso di simbolismo: un ponte ideale tra la memoria delle vittime della Shoah e quella dei civili colpiti dalle guerre attuali.
Il presidio è un grido silenzioso contro le violenze perpetrate nella Striscia di Gaza, dove – denuncia il Comitato – «il governo di Netanyahu continua a provocare vittime civili con bombardamenti, impedimenti agli aiuti umanitari, espropriazioni e atti di forza in Cisgiordania». Ma è anche un atto di vicinanza a tutte le popolazioni straziate dalle guerre, compresi i civili, gli adulti e i bambini coinvolti nel conflitto russo-ucraino.
Una presenza che chiede partecipazione
L’appello del Comitato è chiaro: «Chi desidera unirsi alla nostra testimonianza o portarla avanti anche in modo individuale, può scrivere a comitatodanilodolci@libero.it. Anche una presenza saltuaria ha valore». Per il Comitato, la memoria non può essere disgiunta dall’azione. Ricordare significa agire, manifestare, prendere posizione.
Il Comitato Danilo Dolci fa parte del più ampio Comitato Promotore della manifestazione del 27 maggio, e da tempo documenta attraverso fotografie e testimonianze social ogni singolo presidio, trasformando così il silenzio in un racconto corale di resistenza etica.
Una Trieste che resiste, ricorda e prende posizione
Nel cuore simbolico della città, davanti alla sede delle istituzioni, la bandiera della pace sventola ogni giovedì per dare voce a chi non ha più voce. Un’iniziativa che, pur nella sua sobrietà, incarna l’anima più profonda di una Trieste che non si volta dall’altra parte, che ricorda il proprio passato per immaginare un presente e un futuro di convivenza, giustizia e umanità.
Per il Comitato Danilo Dolci, la pace non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana. Una candela alla volta.
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