'No al nuovo codice della strada proposti dal Governo', domenica volantinaggio in piazza Unità
'Trieste si mobilita, insieme a tante altre città in Italia, per fermare la revisione del Codice della Strada proposta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini che sarà discussa nei prossimi giorni in Parlamento e se dovesse essere approvata significherebbe un grave passo indietro sulla sicurezza stradale: “Stop al Nuovo Codice della Strage".
Per contrastare questo scellerato disegno di legge FIAB Trieste Ulisse e Legambiente Trieste aderiscono alla mobilitazione “Stop al Nuovo Codice della Strage", sostenuta anche da Adesso Trieste e Patto per l’Autonomia, che parte dalla piattaforma #Città30Subito (1) a cui si uniscono numerose associazioni di tutta Italia. A Trieste domenica 10 marzo dalle 10 con ritrovo davanti alla Prefettura ci sarà un volantinaggio informativo e le associazioni invitano i propri simpatizzanti a scrivere ai parlamentari regionali per chiedere di votare contro alla modifica del codice della strada..
In provincia di Trieste, ci sono stati 967 incidenti stradali con 12 morti e 1.165 feriti, le persone a piedi investite sono state 150. Il costo sociale totale è di oltre 86 milioni e 410mila euro, pari a 377,61 per abitante. Una situazione, quella delle nostre strade, che è un’anomalia in Europa: se in Gran Bretagna i morti in strada per milione di abitanti sono 26, in Germania 34, in Spagna 36, in Italia siamo a 53 (Fonte: Commissione Europea 2022), dato in crescita rispetto all’anno precedente.
Le principali cause di morte sono (secondo l’Istat) l’eccesso di velocità, la guida distratta e la mancata precedenza ai pedoni sugli attraversamenti, ma queste cause non vengono prese in considerazione dalla riforma del Codice della Strada voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che sarà discussa nei prossimi giorni in Parlamento.
La riforma viene proposta "per salvare vite in strada", ma nella sostanza prefigura il persistere della strage. Infatti, limita pesantemente l’autonomia di azione delle amministrazioni comunali, attacca e depotenzia ZTL, aree pedonali, sosta regolamentata, controlli elettronici e mobilità ciclistica. Misure che ci allontanano dagli obiettivi del Piano Sicurezza Stradale 2030.
Serve un approccio scientifico e sistemico: agendo sulla moderazione della velocità, non solo attraverso i limiti ma anche con controlli e ridisegno dello spazio pubblico. Occorre realizzare interventi normativi a favore della mobilità attiva e del potenziamento del trasporto pubblico, e agevolare percorsi verso le città 30, prendendo esempio da Bologna.
«I dati dimostrano che è possibile attivare un circolo virtuoso: all’aumentare della sicurezza stradale aumenta il numero di persone in bici, e più persone vanno in bici più aumenta la sicurezza stradale - afferma Federico Zadnich, componente del Direttivo di FIAB Trieste Ulisse, Associazione che ha aderito all’iniziativa e promuove l’azione a livello locale - . A Bologna, nel primo mese di applicazione della Città 30 i passaggi di biciclette sulle ciclabili monitorate è aumentato addirittura del 29%, mentre gli incidenti che coinvolgono pedoni sono scesi del 25%. Per questo come FIAB siamo in prima linea nella mobilitazione: bloccare questa modifica del Codice della Strada è fondamentale per avere strade più sicure e incentivare l’uso della bicicletta, strumento fondamentale di mobilità sicura e attiva nonché di lotta al cambiamento climatico».
«Sappiamo che la riduzione della velocità aiuta anche nella riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico - prosegue Andrea Wehrenfennig, Presidente del Circolo Legambiente Trieste, co-organizzatori della mobilitazione locale -. A Barcellona hanno effettuato uno studio sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico da biossido di azoto, e del relativo impatto sulla salute, grazie al modello Città 30: 667 morti premature all’anno prevenute, 200 giorni in media a persona di aumento dell’aspettativa di vita, e un risparmio annuo di 1,7 miliardi di euro».
«Oltre a peggiorare la sicurezza stradale, il ddl Salvini è un’attentato all’autonomia dei Comuni nel decidere le politiche urbanistiche per i loro territori - conclude Giulia Massolino, consigliera regionale del Patto per l’Autonomia ed esponente di Adesso Trieste, entrambi sostenitori della mobilitazione -. A settembre dello scorso anno abbiamo depositato una mozione proprio per esprimere contrarietà a questa revisione del codice della strada. Non è ammissibile che Roma impedisca ai Sindaci di tutelare la sicurezza e il benessere delle loro comunità». A riferirlo Fiab.
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