Migranti intossicati al Porto Vecchio: il PD Trieste denuncia falle nella sicurezza e chiede risposte

"L'episodio avvenuto nel Porto Vecchio di Trieste, in cui otto migranti sono rimasti intossicati da monossido di carbonio dopo aver acceso un fuoco per scaldarsi, è un drammatico segnale delle gravi criticità presenti nel sistema di accoglienza e sicurezza della nostra città." A dichiararlo è Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico di Trieste, che attraverso un comunicato stampa diffuso oggi, 22 febbraio 2025, ha puntato il dito contro l’organizzazione della sicurezza locale.
Secondo quanto riportato, i migranti, per trovare riparo dal freddo, avrebbero acceso un fuoco, provocando un’intossicazione che ha richiesto il tempestivo intervento dei sanitari del 118, dei vigili del fuoco e della polizia. I giovani sono stati soccorsi e sottoposti a cure in camera iperbarica, evitando conseguenze più gravi.
"Falle nella gestione e respingimenti inspiegabili"
Il PD solleva però un aspetto ancora più allarmante: "Questi migranti – prosegue Paglia – erano stati più volte respinti dagli uffici della questura, dove si erano presentati per le procedure di fotosegnalamento." Una situazione che, secondo la segretaria dem, evidenzia "gravi falle nell’organizzazione della sicurezza e nella gestione delle pratiche di riconoscimento, con il rischio di alimentare situazioni di marginalità e pericolo."
Paglia critica le recenti prese di posizione dell’assessore regionale alla Sicurezza, accusandolo di concentrarsi su polemiche anziché affrontare i nodi cruciali: "Invece di attaccare chi, attraverso regolari appalti, lavora per garantire servizi di accoglienza, l’assessore dovrebbe rispondere alle domande poste. È necessario chiarire perché queste persone siano state respinte e se le procedure siano state rispettate."
"Servono risposte, non polemiche"
Il Partito Democratico sottolinea come la sicurezza debba essere garantita tramite "un’organizzazione efficace, il rispetto delle procedure e il coordinamento tra le istituzioni competenti," e non attraverso dichiarazioni di facciata o attacchi strumentali.
“Chiediamo trasparenza e risposte concrete: non possiamo permettere che simili episodi si ripetano,” conclude Paglia.
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