Migranti: Ics, a Trieste sono abbandonati in strada
La situazione legata all'accoglienza dei migranti a Trieste si sta aggravando perché "non vengono né effettuati trasferimenti verso il resto del territorio nazionale né vengono aperte, in emergenza, strutture di prima accoglienza anche temporanee. I richiedenti asilo sono dunque intenzionalmente abbandonati in strada, creando gravissimi problemi umanitari e di gestione dell'ordine pubblico". E' quanto afferma il Consorzio italiano di Solidarietà (Ics), ufficio rifugiati di Trieste, in un comunicato a proposito dell'accoglienza dei migranti in città. Nella nota si fa riferimento anche al Silos, edificio storico vincolato dove si sono accampati almeno 150 migranti. "Il prefetto Signoriello ha parlato di una condizione di illegalità cui va posta fine anche ipotizzando lo sgombero della struttura" ma per l'Ics "non è quindi possibile attuare il paventato sgombero del Silos senza dare contestuale risposta all'accoglienza dei richiedenti asilo". Nel comunicato l'Ics ricorda anche come il prefetto Signoriello abbia "affermato che a Trieste le possibilità di accoglienza sarebbero esaurite nonostante invece il numero di posti di prima accoglienza risulti chiaramente sottodimensionato per le necessità di un'area di ingresso come Trieste, dall'altro abbia ribadito che il sistema nazionale di accoglienza sarebbe saturo, invitando quindi i richiedenti asilo abbandonati in strada a disperdersi altrove in Italia. Ciò equivale ad affermare che la legge è, e continuerà, ad essere pacificamente violata. Si tratta di affermazioni irricevibili - conclude l'Ics - da chi avrebbe proprio il compito di fare rispettare la legalità attraverso la tempestiva collocazione, anche temporanea, dei richiedenti asilo e la loro redistribuzione nel resto del territorio nazionale nel minor tempo possibile". (ANSA). KBB
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