Il rombo dei carri armati scuote la città: “Trieste non sarà mai la piattaforma militare della NATO”
Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 1 ottobre, alla stazione ferroviaria di Villa Opicina è stato avvistato un convoglio di mezzi militari italiani trasportato da Mercitalia Rail, diretto – secondo quanto dichiarato dal Fronte della Primavera Triestina – verso il fronte ucraino.
Il movimento ha diffuso una nota molto critica, parlando di “ennesima prova che la guerra per procura della NATO alla Russia passa attraverso il nostro territorio”.
Secondo il presidente del Fronte, Adam Bark, il transito dei carichi militari costituirebbe una violazione del principio di neutralità e smilitarizzazione di Trieste, sancito dal Trattato di Pace di Parigi del 1947.
Nella dichiarazione diffusa alla stampa, Bark ha ricordato anche le parole del ministro Urso, che allo scoppio del conflitto aveva affermato: “Trieste sarà il porto dell’Ucraina”. “Purtroppo – sostiene – quella frase si è rivelata profetica”.
Il comunicato colloca inoltre il passaggio dei mezzi all’interno di una più ampia cornice geopolitica:
- l’IMEC (“India-Middle East-Europe Corridor”), che prevede un collegamento tra l’India e l’Europa passando per il porto israeliano di Haifa e Trieste,
- la Three Seas Initiative (“Trimarium”), che mira a integrare Trieste in un blocco geopolitico-militare dell’Europa centro-orientale in funzione antirussa.
Secondo il Fronte della Primavera Triestina, tali progetti trasformerebbero lo scalo giuliano in una vera e propria piattaforma logistica di guerra, rafforzando i legami con Israele e con le strategie NATO.
“Non possiamo restare inermi dinanzi all’escalation militare – afferma Bark –. Per un futuro di pace e libertà è ora più che mai essenziale rivendicare la neutralità e la smilitarizzazione di Trieste, come stabilito dal Trattato di Pace di Parigi”.
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