Il Comitato NoOvovia risponde al Comune: i procedimenti per la cabinovia sono ancora aperti
"Il Comune di Trieste ha emesso un comunicato stampa, ripreso dagli organi di informazione, con il quale afferma che ha avuto il via libero per la realizzazione della Cabinovia , citando la conferenza dei servizi istruttoria convocata dalla Regione per ottenere il rilascio della deroga nella zona del Bosco Bovedo classificata come Natura 2000. In realtà il provvedimento predisposto dalla competente Direzione regionale, sulla base dei pareri acquisti dalle Direzioni regionali coinvolte nell’istruttoria per la richiesta comunale, come specifica nell’oggetto, è soltanto: ”Trasmissione nota conclusiva e comunicazione di riavvio del procedimento di valutazione di incidenza (livello II )”; ciò significa che l’iter della Valutazione d’Incidenza, sospeso a seguito della richiesta di deroga e propedeutico all’approvazione della Variante n.12, può riprendere il suo corso. Pertanto siamo ancora lontani dall’avere concluso tutti i procedimenti amministrativi che consentono l’avvio dei lavori per la Cabinovia. Vogliamo mettere ancora una volta in evidenza che L’Amministrazione Comunale non racconta come stanno veramente le cose , posto che il parere non è stato unanime in conferenza istruttoria, in quanto il Servizio regionale della Biodiversità, come si evince dagli atti depositati, afferma che ” ai fini della biodiversità , non derivano elementi positivi dalla realizzazione dell’intervento”. Inoltre ASUGI e Direzione regionale della Sanità , pur non avendo dati sulle condizioni di salute della popolazione residente nelle zone attraversate dalla Cabinovia, come da loro evidenziato, e in quelle dove dovrebbe esserci la presunta diminuzione del traffico, si esprimono genericamente sul fatto che riduzioni di traffico sono auspicabili ai fini della salute umana. Per ultimo il dato sulla riduzione di CO2 presentato dal Comune, modificato per ben tre volte nei documenti presentati in fasi successive, viene fatto proprio dall’ARPA, che si esprime sulla corrispondenza dei calcoli alla metodologia UNI EN ISO 14067.2018, in base a quanto affermato da un soggetto terzo coinvolto dal Comune. Sulla base di queste evidenze ci riserviamo di valutare quali azioni intraprendere nelle sedi opportune perché il provvedimento regionale, come previsto dalla legge e più volte richiamato dal competente Ministero:”L’eventuale attuazione del regime derogatorio rientra negli approfondimenti e nelle valutazioni tecniche di esclusiva competenza regionale, a seguito dell’individuazione di motivate e circostanziate analisi tecnico scientifiche che possano dimostrare la sussistenza di ragioni connesse alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica o relativi a conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente” è privo di sufficienti analisi tecnico scientifiche tali da giustificare la sua emanazione".
A riferirlo il Comitato NoOvovia.
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