Guardie giurate, PD replica al sindacato ASGRI: “Nessuna offesa, ma lo Stato non può delegare la sicurezza”
Dopo le dichiarazioni del segretario regionale del sindacato ASGRI, Christian Currò, sul ruolo delle guardie giurate e sulle parole pronunciate dalla segretaria cittadina del Partito Democratico, Maria Luisa Paglia, arriva la risposta ufficiale del PD triestino. Un chiarimento che punta a ristabilire il senso e le finalità di un’intervento politico volto a rivendicare la centralità della sicurezza pubblica come compito primario dello Stato.
“Nessuna volontà di sminuire le guardie giurate”
«Nessuna affermazione della segretaria Maria Luisa Paglia ha avuto l’intento di sminuire o offendere la professione delle guardie giurate», precisa il Partito Democratico, sottolineando come sia «pienamente riconosciuto il merito di queste figure, che operano con serietà e spirito di servizio in ambiti delicati, contribuendo in modo complementare al sistema sicurezza».
Parole di rispetto che, tuttavia, vengono affiancate da un richiamo istituzionale forte: la sicurezza pubblica deve restare in capo allo Stato. «È doveroso ribadire – afferma Paglia – che prevenzione, controllo del territorio e repressione dei reati sono responsabilità delle Forze dell’Ordine, dotate di qualifiche e prerogative specifiche previste dalla legge».
Il caso del chiosco di Barcola e la riflessione sulla sicurezza
La riflessione del Partito Democratico nasce da una situazione concreta accaduta a Trieste, dove una gestora di chiosco sul lungomare di Barcola si è vista costretta a ricorrere a una vigilanza privata per tutelare la propria attività, dopo ripetuti episodi di furti. Un fatto che ha acceso il dibattito su un tema di fondo: è giusto che un cittadino debba pagare di tasca propria per ciò che lo Stato dovrebbe garantire?
«Non si tratta di una polemica contro una categoria – chiarisce Paglia – ma di una precisa richiesta politica: rafforzare la presenza dello Stato attraverso investimenti, assunzioni e mezzi per le Forze dell’Ordine, evitando che si arrivi a una privatizzazione di fatto della sicurezza».
“Disponibili a un confronto aperto con il mondo della vigilanza”
Nella nota si sottolinea infine l’apertura al dialogo da parte della segretaria cittadina del Partito Democratico, che si dice disponibile a incontrare i rappresentanti della sicurezza privata per un confronto costruttivo. «Il nostro obiettivo – conclude – è quello di lavorare insieme a una maggiore tutela dell’interesse pubblico, nel rispetto dei diversi ruoli e delle competenze in campo».
Una posizione ferma ma dialogante, che intende distinguere tra il riconoscimento della professionalità delle guardie giurate e la necessità che la sicurezza resti una funzione centrale dello Stato, per garantire equità, legalità e fiducia nelle istituzioni.
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