Giorgio Marchesich "promuove" la “Corsa delle imbriàghele”: "Più interessante rispetto a certi eventi"

La proposta ironica di organizzare a Trieste la “Corsa delle imbriàghele”, una gara goliardica ispirata al dialetto e alla convivialità tipica della città, continua a far discutere e sorridere. Dopo il successo della segnalazione pubblicata da Trieste Cafe, in cui un cittadino proponeva di realizzare un evento dedicato allo spirito più autentico e allegro dei triestini — “una corsa tra brindisi, risate e tradizione” — arrivano anche i primi commenti dal mondo politico locale.
Tra questi, quello di Giorgio Marchesich, coordinatore della Federazione del Territorio Libero, che ha voluto esprimere il proprio punto di vista con una battuta dal tono pungente:
“Proposta sicuramente più interessante rispetto a certe manifestazioni fatte ultimamente, che non interessano assolutamente Trieste ed il suo territorio!”
Un’idea che conquista per ironia e identità
L’idea, partita come una semplice segnalazione, ha suscitato grande curiosità tra i cittadini. La corsa delle imbriàghele — termine triestino che indica in modo bonario chi ha alzato un po’ troppo il gomito — si propone come un evento goliardico e identitario, capace di unire ironia, cultura popolare e spirito di comunità.
Molti lettori hanno colto l’ironia dell’iniziativa, ma anche il suo valore simbolico: un modo per riscoprire il dialetto, le tradizioni locali e il senso di appartenenza, con leggerezza e autoironia, caratteristiche che da sempre contraddistinguono Trieste.
Tra ironia e orgoglio triestino
Il commento di Marchesich si inserisce in un dibattito più ampio sul tipo di eventi che animano la città. Secondo il coordinatore, serve una programmazione culturale più aderente alla triestinità, che valorizzi davvero il territorio e le sue peculiarità: “manifestazioni che parlino ai triestini e non solo ai turisti di passaggio”.
Una visione che trova eco anche tra i cittadini, spesso divisi tra la voglia di innovazione e il desiderio di mantenere vivo lo spirito autentico della città. E forse, proprio come suggerisce la “corsa delle imbriàghele”, un po’ d’ironia potrebbe essere la chiave per ritrovare unità e leggerezza.
Articoli correlati
PoliticaTrieste, la palestra della Don Milani intitolata a Sergio Ramelli: «Un segnale contro ogni violenza»
È stata intitolata a Sergio Ramelli la palestra della scuola “Don Milani” di via Alpi Giulie 25, nel corso della cerimonia svoltasi questa mattina alla presenza, tra gli altri, della sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti e dell’a
PoliticaTrieste, Civica Idea Giuliana: «Rafforzare le Circoscrizioni per avvicinare cittadini e istituzioni»
Rimettere i quartieri e le Circoscrizioni al centro della partecipazione cittadina. È il messaggio lanciato dalla Civica Idea Giuliana attraverso un incontro di formazione, informazione e confronto dedicato proprio al ruolo degli organismi
PoliticaSgombero Piazza Libertà, Nicolini (Adesso Trieste): "Aprire subito l'ex Mercato di via Gioia"
I recenti fatti che hanno visto lo sgombero forzato di Piazza della Libertà e la contestuale stretta sulle attività delle associazioni di volontariato che operano in quello spazio rappresentano il fallimento della politica dell'amministrazi
PoliticaScritta contro i fascisti sulla scuola Don Milani, Bernobich: «Deturpare le scuole è sempre vergognoso»
Una scritta realizzata con vernice rossa è comparsa all’esterno della scuola elementare Don Lorenzo Milani. Sulla parete si legge: «Nessun spazio ai fascisti di ieri e oggi». A denunciare pubblicamente l’episodio è il consigliere comunale S

