FVG, la soddisfazione di Lucia Buna: "Prima Regione a legiferare sulle aree per le rinnovabili"

"La nostra Regione si conferma la prima
a legiferare su un tema strategico per la transizione energetica
mediante una legge che fornisce le indicazioni delle aree idonee
e non idonee per l'installazione degli impianti a energia
rinnovabile quali i fotovoltaici e non solo. Come prima relatrice
di maggioranza del ddl 38, sono orgogliosa di questo risultato
che non era scontato, infatti altre regioni hanno visto impugnare
la legge".
Così si esprime in una nota Lucia Buna, consigliere regionale di
Lega Fvg, in seguito all'approvazione in Consiglio dei ministri
della legge regionale del Fvg in materia di aree idonee e non
idonee per l'installazione di impianti da fonti rinnovabili.
L'esponente leghista evidenzia come "gli uffici della nostra
Direzione regionale all'Ambiente hanno svolto un ottimo lavoro,
ma sottolineo il costante contatto in tempo reale che ho avuto
durante la discussione in Aula del disegno di legge con il vice
ministro all'Ambiente, Vannia Gava (che ringrazio), ha fatto sì
che anche gli ultimi dettagli inseriti con emendamenti e ordini
del giorno a mia firma non uscissero dai parametri imposti
dall'Unione europea. Con efficienza e pragmatismo, abbiamo
ottenuto un ottimo risultato".
"Siamo molto soddisfatti - prosegue Buna - che da Roma sia
arrivata una risposta positiva. Potremo così regolare
l'installazione di impianti fotovoltaici. Una dimostrazione che
abbiamo legiferato in modo equilibrato e concreto, tutelando il
paesaggio e la produttività agricola dei territori del Friuli
Venezia Giulia".
"Desideriamo - spiega ancora - che l'insediamento di impianti da
fonti rinnovabili in regione sia limitato nelle aree agricole, di
interesse ambientale, paesaggistico, storico, culturale e questa
norma va verso questa direzione. Una volta definita la
cartografia che le identifica, utile alle amministrazioni
comunali che in questo momento si trovano in uno stato di
impasse, potremmo aver raggiunto l'obbiettivo prefissato: tutela
ambientale e sviluppo energetico sostenibile".
"Il disegno di legge che abbiamo presentato lo scorso febbraio -
conclude Buna - comprendeva al suo interno 12 articoli tecnici,
figli di norme europee e del decreto ministeriale del giugno 2024
che detta i tempi e i metodi alle Regioni per il recepimento al
fine di mettere ordine fra aree idonee e non idonee. Abbiamo
posto l'attenzione sull'equilibrio fra il dovere e l'obbligo di
rispettare gli indicatori per la decarbonizzazione prevista nel
2030 e la tutela del nostro territorio".
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