Pubblichiamo dal segretario generale provinciale FSP Polizia di Stato Alessio Edoardo
"Questa organizzazione sindacale da anni denuncia la grave situazione della Rotta Balcanica, la quale si riversa nella provincia di Trieste e su tutto il confine nord orientale, segnando negli ultimi anni, e più specificatamente dal gennaio 2021 a ottobre 2022, un aumento del 168% di flusso migratorio, trovandosi in grossa difficoltà per la carenza cronica di personale e per la quantità enorme di burocrazia che pesa sugli Operatori di Polizia.
Benché i dati di questa rotta migratoria certifichino che essa è la maggiore d’Europa, ci troviamo ancora ad essere trattati dal Governo come un problema migratorio di serie B, infatti, si è costretti ancora a lavorare in strutture provvisore, cioè dei container o prefabbricati, inadeguati alla cronicità della situazione che non può essere più dichiarata emergenziale e pertanto fabbisogna di una pianificazione logistica adeguata, promessa più volte , ma mai risolta, nonostante le sollecitazioni dell’amministrazione locale.
Oltre che indecorosa per chi vi lavora, scomoda ed inadatta , non è nemmeno accettabile per dare assistenza dignitosa ai migranti in arrivo nel nostro paese.
Un’altra pecca, che va sottolineata e che non è di poco conto, è la poca collaborazione delle autorità Slovene, che non accettano quasi per niente i respingimenti alla frontiera rimessi in atto dal Ministro degli interni Piantedosi.
È chiaro che, ci sono delle responsabilità del Governo sulla situazione nord orientale in difficoltà per uomini e mezzi logistici, è altrettanto chiaro e il black out nel dialogo di politica estera con i vicini transfrontalieri per veder attuati i respingimenti rimessi in gioco qualche mese fa dal nuovo esecutivo di Governo.
Benché si sappia che i migranti non sono paracadutisti e che se vengono fermati in prossimità dei confini, non possono non essere passati per Croazia e Slovenia, siamo ancora a dover far capo da soli a un flusso ininterrotto di persone che si presentano nel nostro paese mandando al collasso un sistema di accoglienza in affanno se non alla canna del gas.
Proprio per questo Va detto che, nella Europa “dell’accoglienza “, la quale non manca mai di bacchettare l’Italia sulle politiche migratorie, vengono poi smentiti diversi paesi che, in barba alle regolamentazioni di Schengen e Dublino, hanno riproposto i controlli alle frontiere motivando tale attività al contrasto della immigrazione e difesa del territorio per pericolo di infiltrazioni terroristiche ( Austria, Francia, Germania, Svezia e Danimarca ), e limpido che l’Italia non può più affrontare da sola le due rotte migratorie maggiori e che vi deve essere una collaborazione maggiore tra i paesi membri della UE nell’affrontare questa tanto delicata emergenza mondiale.
Questa O.S. ribadisce pertanto la richiesta di un aumento del personale sul territorio, in vista della bella stagione e di una sicura recrudescenza del fenomeno migratorio è un intervento veloce e mirato ad una sistemazione logistica dignitosa per i colleghi operanti sul territorio, senza dimenticare la riattivazione,vera e concreta, dei respingimenti alla frontiera, affrontando il problema con la Slovenia in maniera seria e decisa.
Dalle parole attendiamo i fatti per non vederci in seria difficoltà nei prossimi mesi estivi".