Fronte della Primavera Triestina: “Crisi Tirso e Ublox, applicare allegato VIII per salvare l’industria”
Il Fronte della Primavera Triestina interviene con forza sulla crisi che sta colpendo le aziende Tirso e Ublox, denunciando una situazione che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e evidenziando la necessità di azioni immediate per garantire un futuro industriale alla città.
Un declino industriale preoccupante
Trieste sta affrontando una crisi che, secondo il Fronte, è il risultato di anni di politiche sbagliate e di una logica improntata al sacrificio del lavoro per il profitto di pochi.
“Alla Tirso, i lavoratori stanno vivendo ritardi nei pagamenti e totale incertezza sul futuro aziendale. Nel frattempo, la Ublox chiude il suo stabilimento di Prosecco, lasciando centinaia di famiglie nell’incertezza più totale.”
La denuncia è chiara: queste situazioni non sono episodi isolati, ma parte di un sistema che colpisce costantemente l’industria triestina, sacrificata sull’altare del libero mercato e delle delocalizzazioni.
Il fallimento delle politiche nazionali
Il Fronte critica duramente il governo centrale, accusato di abbandonare Trieste al proprio destino.
“Roma si dimostra ancora una volta distante e disinteressata alle necessità di Trieste, considerandoci una periferia da sfruttare e dimenticare. Queste chiusure non sono inevitabili, ma decisioni consapevoli di imprenditori mossi solo dalla ricerca del profitto.”
La responsabilità viene attribuita a un sistema che da anni sottovaluta le potenzialità della città, ignorando strumenti economici e normativi che potrebbero invertire questa tendenza.
Zona franca internazionale: la soluzione per il futuro
Secondo il Fronte della Primavera Triestina, la via d’uscita è rappresentata dall’applicazione dell’allegato VIII del Trattato di Pace di Parigi del 1947, che prevede l’istituzione di una zona franca internazionale a Trieste.
“Questo strumento, mai realmente attuato, garantirebbe un sistema economico autonomo, capace di attrarre investimenti e creare lavoro di qualità, riducendo la pressione fiscale sulle imprese locali e incentivando nuove attività economiche.”
Il Fronte sottolinea che un sistema del genere non solo attirerebbe investimenti, ma fornirebbe un’alternativa concreta al declino economico della città, senza sacrificare i diritti dei lavoratori.
Un appello alla città e ai lavoratori
La denuncia si chiude con un appello:
“Trieste non può continuare a subire questo declino. È fondamentale sostenere i lavoratori, combattere la deindustrializzazione e applicare l’allegato VIII per garantire un futuro all’industria locale.”
Il Fronte della Primavera Triestina invita tutta la cittadinanza e le istituzioni a mobilitarsi per difendere l’identità industriale della città e il diritto dei suoi lavoratori a un futuro dignitoso.
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