Flotilla intercettata, Trieste insorge: folla in piazza Ponterosso: “Basta silenzi, ora azioni concrete” (FOTO)
Una mobilitazione definita “di urgenza” ha portato nel tardo pomeriggio di oggi, mercoledì 30 aprile 2026, qualche centinaio di persone in piazza Ponte Rosso a Trieste, per partecipare al presidio promosso da Global Sumud Italia.
Al centro della protesta, quanto denunciato dagli organizzatori: l’intercettazione della Flotilla umanitaria diretta a Gaza, che avrebbe coinvolto imbarcazioni con civili provenienti da numerosi Paesi.
La denuncia: “Intervento in acque internazionali, violato il diritto internazionale”
Durante il presidio è stato letto il testo della mobilitazione, che parla di una situazione definita estremamente grave.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori, la Marina israeliana starebbe operando a centinaia di miglia dalle proprie acque territoriali, intercettando le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla.
La denuncia è netta: si tratterebbe di “un attacco di pirateria”, con civili provenienti da 55 Paesi minacciati con armi e droni mentre trasportavano aiuti umanitari diretti a Gaza, il tutto – viene sostenuto – in violazione del diritto internazionale.
Nel testo si sottolinea come le missioni umanitarie in acque internazionali siano protette dalla legge, ribadendo che, secondo i promotori, non esisterebbe alcun fondamento giuridico per l’azione denunciata.
Le richieste: “Servono azioni, non solo solidarietà”
Dal presidio è emersa una richiesta precisa rivolta ai governi: non semplici dichiarazioni di solidarietà, ma interventi concreti e immediati.
Tra le richieste avanzate:
la protezione diplomatica immediata per le attiviste e gli attivisti coinvolti,
una condanna formale da parte dei governi,
e l’interruzione dei rapporti con Israele.
“Ogni ora di inazione è un’ora in cui delle vite rimangono a rischio”, è stato ribadito più volte durante la manifestazione, sottolineando il carattere urgente della mobilitazione.
“L’inazione è complicità”
Il presidio si è svolto in un clima di partecipazione e tensione emotiva, con slogan e interventi che hanno richiamato l’attenzione sulla situazione in Palestina e Libano.
Il messaggio finale, scandito anche sul materiale diffuso in piazza, è stato chiaro:
“Insorgiamo, resistiamo, blocchiamo tutto”, accompagnato da un monito netto:
“Perché l’inazione è complicità”.
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