"Ex Carcere di Via Tigor: no alla svendita dei beni comuni, sì alla loro valorizzazione sociale e ambientale"
Tra via Cereria e via Tigor, dietro alla Biblioteca Civica si spalanca una vasta area di proprietà del Comune. Adesso ci sono solo ruderi e verde incolto, ma un tempo vi sorgevano le vecchie carceri. Adesso Trieste vuole portare l’attenzione su questo spazio, individuando un bene comune il cui uso dovrebbe essere restituito alla collettività, accrescendone il benessere sociale. Invece, viene convertito in merce scambiabile sul mercato e, per questo, privato della sua funzione sociale e del suo carattere di inclusività e accessibilità da parte dei cittadini.
“Purtroppo - intervengono Giulia Massolino e Riccardo Laterza, portavoce di Adesso Trieste, che aderisce alle osservazioni presentate dal Comitato per il Giardino di via Cereria e dal signor Paolo Radivo - chi sta prendendo le decisioni che avranno effetti sui cittadini per i prossimi decenni si dimostra dotato di un alto grado di irresponsabilità: nel Piano Particolareggiato del Centro Storico recentemente presentato infatti, l'edificio delle ex carceri viene classificato come di scarso pregio architettonico; la valutazione è volta a permettere la cessione dell'edificio, la sua demolizione, e l’edificazione di un parcheggio, lo stesso che poco più di una decina di anni fa doveva cancellare per sempre l'area verde tra Via Tigor e Via Cereria, progetto fortunatamente fermato dai residenti della zona”.
Mentre la popolazione locale chiede da cinque anni di poter aprire al pubblico per gestire in l'area verde per gestirla in modo partecipato, il Comune è pronto a far atterrare nella stessa zona un parcheggio di sei-sette piani, per un centinaio abbondante di posti auto: uno straordinario catalizzatore di traffico nel pieno centro storico di Trieste.
“La cosa sorprendente e sconcertante - concludono i portavoce - è che, nonostante gli abitanti della zona avessero già denunciato e si fossero opposti alle prospettive insalubri che si stavano addensando sulla strada in cui vivono, nessuno all'opposizione in consiglio comunale abbia mai pensato di informare la popolazione e opporsi a questo ennesimo atto di svilimento urbano di cui abbiamo ormai una collezione insostenibile”.
Per questo motivo, Adesso Trieste, riconoscendo il valore degli spazi urbani pubblici quali luoghi funzionali alla produzione di altri beni e utilità per le persone che li vivono, appoggia le osservazioni critiche presentate come privato cittadino da Paolo Radivo, iscritto all’associazione, e quelle del Comitato per il Giardino di via Cereria, per fermare il progetto di costruzione di un parcheggio su più livelli in questa area.
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