Domio e Aquilinia, PD boccia proposta modifica confini: "Territori non si dividono con una riga sulla carta"

Il Partito Democratico di Trieste respinge con decisione la proposta avanzata dal consigliere Lippolis di modificare gli attuali confini amministrativi, staccando Domio e la parte di Aquilinia appartenente al Comune di San Dorligo della Valle per aggregarle rispettivamente ai Comuni di Trieste e Muggia.
A esprimere la posizione del partito è la segretaria provinciale Maria Luisa Paglia, che definisce la proposta «sbagliata e irricevibile».
"I confini non si cambiano con una riga sulla carta"
Secondo Paglia, l'ipotesi presentata non rappresenta una soluzione amministrativa, ma un'operazione politica che non tiene conto della complessità del territorio.
«I confini di un Comune non si ridisegnano tracciando una riga sulla carta», afferma la segretaria del PD, sostenendo che Domio e Aquilinia non possano essere considerate realtà da spostare in funzione di convenienze politiche o elettorali.
"Sembra già campagna elettorale"
Nel comunicato il Partito Democratico ipotizza inoltre che la proposta possa essere collegata all'avvicinarsi delle future elezioni provinciali.
Secondo Paglia, l'iniziativa rischia di trasformarsi in un'operazione politica piuttosto che in un progetto finalizzato a risolvere problemi concreti dei cittadini.
Le critiche alla gestione di Trieste
La segretaria provinciale richiama anche la situazione del capoluogo giuliano.
Secondo il PD, prima di indicare Trieste come possibile soluzione ai problemi del territorio, il centrodestra dovrebbe confrontarsi con le criticità che, a giudizio del partito, interessano la città, citando sicurezza, lavori pubblici e servizi ai cittadini.
Paglia sostiene inoltre che l'eventuale aggregazione non porterebbe benefici ai residenti di Domio e Aquilinia, che rischierebbero invece di diventare «la periferia delle periferie».
La replica sulle risorse regionali
Nel comunicato trova spazio anche una risposta alle dichiarazioni della deputata Nicole Matteoni, secondo la quale il Comune di Trieste, quando necessita di risorse, si rivolgerebbe a una Regione amministrata dal centrodestra.
Paglia respinge questa impostazione, sostenendo che le risorse regionali siano fondi pubblici destinati ai Comuni sulla base delle competenze e delle esigenze del territorio e non possano essere considerate un favore politico.
Secondo la segretaria del Partito Democratico, il rapporto tra Regione e Comuni deve fondarsi sulla collaborazione istituzionale e non sulla riconoscenza verso la maggioranza politica che governa l'ente regionale.
Contrarietà confermata
Il Partito Democratico conclude ribadendo la propria netta contrarietà alla proposta di modifica dei confini comunali, ritenendo che le eventuali scelte riguardanti il territorio debbano essere affrontate attraverso un confronto approfondito con le comunità interessate e non con iniziative che, secondo il partito, rischiano di semplificare eccessivamente questioni complesse.
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