Direttiva UE plastica, la mozione di Adesso Trieste
La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura d'infrazione inviando una lettera di messa in mora all'Italia per non aver recepito pienamente e correttamente la direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904) e per aver violato gli obblighi previsti dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico (direttiva (UE) 2015/1535). La direttiva sulla plastica monouso mira a prevenire e ridurre l'impatto di alcuni prodotti in plastica sull'ambiente e sulla salute umana, nonché a promuovere la transizione verso un'economia circolare. Adesso Trieste aveva presentato due anni fa una mozione proprio per agevolare la ricezione nella nostra città della direttiva europea SUP sulla plastica monouso, considerando che le eccezioni introdotte dall’Italia fanno sì che i pericoli per il nostro mare e la nostra salute rimangano. La mozione dunque chiedeva di avviare un confronto per l’applicazione della direttiva nella prossima stagione estiva, di allinearsi con la normativa europea (più stringente di quella italiana, che infatti ora viene messa in mora) quantomeno sul fronte mare e di avviare delle campagne di sensibilizzazione per i privati.
«È anacronistico che un’Italia furbetta continui a fare la pecora nera osteggiando un inevitabile cambiamento industriale e culturale che è già in atto - commenta Silvia Pontel, coordinatrice dell’ Assemblea ambiente di Adesso Trieste -. La maggior parte della plastica rilasciata nell’ambiente, che ormai è nel nostro corpo e nel nostro cibo, è monouso. Tutti i tentativi e a tutti i livelli di iniziativa di limitarne l’uso dovrebbero essere appoggiati dalle istituzioni, sostenendo infrastrutture e studiando logistiche che incentivino il riuso e lo sfuso. La differenziata bisogna continuare a farla, sempre e sicuramente, ma non è la soluzione al problema dei rifiuti da imballaggio».
«Proprio mentre nella commissione ambiente del Consiglio regionale si sta discutendo della sessione europea, ecco arrivare la notizia della procedura d'infrazione - dichiara Giulia Massolino, Consigliera regionale del Patto per l’Autonomia, che aveva presentato la mozione di Adesso Trieste all’epoca -. Sono temi per i quali è necessario agire ad ogni livello: comunale, regionale, italiano ed europeo. In Regione remiamo nella direzione opposta: è di pochi mesi fa una mozione approvata dalla maggioranza contro il Regolamento europeo che tenta di risolvere il problema esponenzialmente crescente dei rifiuti da imballaggio. Già due anni fa invece le nostre richieste al Comune erano molto semplici: avviare un confronto con le categorie interessate per trovare il miglior modo di applicare la direttiva e incentivare lo sfuso; vietare anche le plastiche compostabili e i prodotti rivestiti in plastica nelle attività che si svolgono sul lungomare; promuovere delle azioni di sensibilizzazione verso chi consuma sul fronte mare prodotti in contenitori di plastica portati da casa (ad esempio i comuni picnic in pineta di Barcola). La distribuzione di prodotti sfusi, alla spina, con vuoti a rendere o con contenitori forniti con cauzione, sono pratiche estremamente comuni in molte parti d’Europa e che si iniziano a diffondere anche in Italia. Permettere che le attività sulla costa riempiano il nostro mare di plastica senza fare nulla per impedirlo significa non avere a cuore né la città, né il nostro comune futuro».
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