Crisi Flex: sindacati in allarme, il futuro dei lavoratori è a rischio

L'incontro odierno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha confermato i timori della vigilia: la multinazionale Flex ha ribadito la volontà di cedere tutti gli asset al fondo Fair Cap entro la fine di gennaio, ignorando gli appelli del governo e delle organizzazioni sindacali a trovare una soluzione industriale alternativa.
La decisione di Flex e l'allarme sindacale
La posizione della multinazionale è stata definita gravissima dai sindacati, che denunciano un'uscita di scena da parte di Flex "dalla porta di servizio", lasciando dietro di sé un futuro incerto per lo stabilimento e i suoi lavoratori.
Durante l'incontro, il Ministro Adolfo Urso ha rivelato l'esistenza di un altro soggetto interessato all'acquisizione, un’opzione che però è stata scartata da Flex, rafforzando i sospetti su un'operazione mirata a favorire esclusivamente il passaggio a Fair Cap.
Preoccupazione per possibili esuberi
Il nodo più critico resta l'assenza di un piano industriale chiaro e di garanzie occupazionali. Già nel precedente incontro, Fair Cap aveva lasciato intendere la possibilità di esuberi, un’ipotesi che i sindacati definiscono inaccettabile.
"Servono risposte chiare e impegni concreti per tutelare il sito produttivo e i lavoratori", si legge nel comunicato congiunto di Fim, Fiom, Uilm e Ugl, che chiedono a Governo e Regione di usare tutti gli strumenti a disposizione per vincolare Flex alle proprie responsabilità.
Il Ministero pronto ad azioni legali
Il Ministero ha condannato il comportamento della multinazionale e si è detto pronto a valutare azioni legali laddove ne ricorrano i presupposti. Parallelamente, verranno avviati contatti diretti con Fair Cap per ottenere garanzie chiare sul futuro dello stabilimento triestino.
Prossime mosse e mobilitazione sindacale
Il tavolo di confronto è stato aggiornato al 12 febbraio alle 10:30, mentre per domani mattina è stata convocata un'assemblea dei lavoratori per fare il punto e decidere le eventuali iniziative di mobilitazione.
I sindacati ribadiscono che non accetteranno alcuna discussione su esuberi e si preparano a difendere con forza il futuro dello stabilimento e dei suoi dipendenti.
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