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Politica

Coordinamento No Green Pass Trieste: "Per la questura ogni scusa è buona per non farci manifestare"

Luca Marsi ·

"In data 17 gennaio 2023 avevamo regolamente preavvisato la questura della volontà di condurre una manifestazione in Piazza Oberdan per il 26 gennaio, sotto la sede del Consiglio Regionale. Il tema della manifestazione sarebbe stato lo sfascio della sanità pubblica, evidenziatosi in particolare rispetto all'epidemia di covid, ma drammaticamente attuale anche oggi, in tutti gli ambiti e settori della salute e della medicina. A corollario della manifestazione, avevamo annunciato una proiezione, volendo trasmettere pubblicamente il documentario “Invisibili”, sulla sofferenza dei danneggiati dai vaccini per il covid, non a caso censurato dai maggiori mass media.

 
La questura di Trieste, con prescrizione del 23 gennaio, ha vietato l'iniziativa, adducendo una serie di motivazioni burocratiche pretestuose – mai richieste in analoghe circostanze – grottesche (“lo svolgimento della manifestazione in mezzo alla strada potrebbe distrarre gli automobilisti divenendo causa di incidenti stradali”) e molto gravi dal punto di vista politico (“non può escludersi che la stessa sia occasione di contestazioni ad opera di gruppi o persone di diversa opinione sulla tematica “No vax”, con conseguente pericolo per l'ordine pubblico”). 
 
In sostanza, per la questura di Trieste ogni scusa è buona per non farci manifestare, soprattutto se andiamo a mettere il dito nella piaga davanti ai palazzi del potere. Ma non è nemmeno la prima volta che subiamo prescrizioni arbitrarie e lesive della libertà di manifestare. In occasione della fiaccolata del 10 gennaio contro l'invio di armi italiane al regime ucraino, ci è stato vietato di passare davanti al Comune per arrivare davanti alla prefettura. Come mai? Davamo fastidio al beneamato sindaco che contro di noi invocava “leggi speciali”? In occasione della fiaccolata per Assange del 10 dicembre 2022 ci è stato proibito di passare davanti alla Rai di via Fabio Severo. Si temeva forse l'esempio di verità e coerenza del giornalista australiano, rispetto alla sudditanza e al conformismo che regnano nella televisione di Stato italiana?
 
Potremmo fare altri innumerevoli esempi, perché siamo su un crinale repressivo che continua da tempo e va peggiorando. Da ultimo, come si diceva, il divieto a manifestare perché “qualcuno che la pensa diversamente da voi potrebbe non gradire”...insomma una scusa che va bene per proibire potenzialmente qualsiasi manifestazione. 
 
Per questo affermiamo “La verità vi fa male, lo sappiamo” parafrasando la celebre canzone. Vi fa male sentire le voci dei danneggiati di vaccino, vi fa male sentire un messaggio di pace fra i popoli in un clima da possibile terza guerra mondiale, vi fa male rivendicare la libertà di un giornalista che ha svelato i crimini e gli intrighi dei potenti. Ci dicono che è passata l'emergenza sanitaria, ma l'emergenza che rimane è quella democratica, della democrazia reale, ossia della partecipazione popolare, la quale deve essere conculcata e negata per lasciare lo spazio ad una democrazia ufficiale sempre più fittizia. 
 
Da parte nostra continueremo a mobilitarci senza cedere alle intimidazioni. Saremo in piazza l'undici febbraio contro la vergognosa presenza di Zelensky al festival di Sanremo, che fa il paio con l'altrettanto vergognoso dileggio, nell'edizione dell'anno scorso, dei danneggiati dai vaccini per il covid. 
 
LA GENTE COME NOI NON MOLLA MAI!"
 
A riferirlo il Coordinamento No Green Pass

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