Consiglio Comunale, Roberto ricorda l'amico Silvio, ecco il testo della commemorazione del Sindaco
“L’Italia è il paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e della vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà”.
“Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare”.
“Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza”.
Con queste parole, il 26 gennaio 1994, iniziò la “discesa in campo” di Silvio Berlusconi, un imprenditore illuminato e geniale, fondatore, padre e unica guida di Forza Italia, per quasi trent’anni leader indiscusso della politica italiana, europea e internazionale, capace di incidere profondamente sulla storia e sulla cultura del nostro paese.
Da geniale imprenditore, ha tra l’altro rivoluzionato il mondo della comunicazione, dell’editoria, della finanza e dello sport, toccando livelli eccellenze incredibili e impensabili.
Da leader politico e di governo - come ha ricordato anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni - “Silvio Berlusconi era soprattutto un combattente. Era un uomo che non aveva mai avuto paura a difendere le sue convinzioni e sono stati esattamente quel coraggio, quella determinazione a farne uno degli uomini più influenti della storia d’Italia, a consentirgli di imprimere delle vere e proprie svolte nel mondo dell’impesa. Con lui l’Italia ha imparato che non doveva mai farsi imporre dei limiti, ha imparato che non doveva mai darsi per vinta. Con lui abbiamo combattuto, vinto, perso, molte battaglie e anche per lui porteremo a casa gli obbiettivi che insieme ci eravamo dati”.
E ancora - le parole sono del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella - Silvio Berlusconi è stato “protagonista di lunghe stagioni della politica italiana e delle istituzioni repubblicane. Un grande leader politico che ha segnato la storia della nostra repubblica, incidendo su paradigmi, usi e linguaggi”.
“In una stagione di profondi rivolgimenti, la sua “discesa in campo”, con un partito di nuova fondazione, ottiene consensi così larghi da poter comporre subito una maggioranza e un governo. La leadership di Berlusconi ha contribuito a plasmare una nuova geografia della politica italiana, consentendogli di assumere per quattro volte la carica di Presidente del Consiglio. In queste vesti ha affrontato eventi di portata globale, come la crisi aperta dall’attentato alle torri gemelle, la lotta al terrorismo internazionale e gli sconvolgenti finanziari alla fine del primo decennio del nuovo secolo”. “Ha progressivamente integrato il movimento politico da lui fondato nella famiglia popolare europea favorendo continuità nell’indirizzo atlantico ed europeista della nostra Repubblica”. Sono stato personalmente molto scosso e triste per questo addio.
Mercoledì 14 giugno, giornata di lutto nazionale, ho preso parte, presente il Gonfalone della Città di Trieste, ai Funerali di Stato, svoltisi nel Duomo di Milano, presieduti dall’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini, alla presenza dei vertici della nostra Repubblica, di leader ed esponenti internazionali e di quell’impresa e articolata folla fatta di migliaia di persone, che hanno voluto essere presenti e portare così l’ultimo saluto.
Ho espresso il mio cordoglio e la mia solidarietà ai figli, Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi e a tutti i familiari, al nostro partito, al centro destra e a coloro che più gli sono stati vicini nella vita e nell’ultima battaglia contro la malattia.
Una malattia combattuta con coraggio con quell’esemplare ottimismo che ha accompagnato tutti gli 86 anni della sia intensa esistenza, vissuta da protagonista, con la capacità di osare.
Trieste, l’Italia, l’Europa e tutti noi abbiamo perso un amico, un grande leader politico e uno statista. Berlusconi rappresenta gli ideali di libertà e di democrazia che lo hanno determinato a mettersi al servizio dell’Italia, facendoci diventare un grande paese e che rappresentano sia il più importante patrimonio che ci ha lasciato, sia il testimone che si ha consegnato.
Personalmente con Silvio avevo un rapporto privilegiato. Ricordo che nel 2001, quando diventai Sindaco di Trieste per la prima volta, gli illustrai cosa volevo fare per far crescere la città e lui mi disse “ti ci vorranno venti anni per realizzare ciò che vuoi fare, ma sono sicuro che ce la farai” e ci stiamo riuscendo.
Berlusconi, prima di tutti, ha sempre creduto nella potenzialità della nostra città: per la sua storia, per le sue capacità e per il suo ruolo in Europa, tanto da farla diventare punto di incontro di importanti vertici internazionali.
Caro Presidente, mi mancherai, ci mancherai, ma stai certo che i valori di libertà che ci hai indicato i quali hai anche dovuto affrontare incredibili battaglie personali, saranno il faro della nostra azione politica.
In questi giorni, com’è giusto che sia, e per molto tempo sentiremo ancora “fiumi, mari e oceani” di parole, per ricordare una persona unica che ha lasciato un solco profondo, che solo la storia ci dirà e metterà in quella giusta e altra dimensione che merita.
Mi sia consentito infine rivolgere ancora un pensiero e ricordare anche il valore umano e più profondo di Silvio Berlusconi: un uomo buono, positivo, generoso, altruista e giusto che, sempre col sorriso e con una naturale empatia, ha operato con la passione politica e il determinato pragmatismo del fare, cercando il bene dell’Italia.
Nel nome di Silvio Berlusconi abbiamo il dovere di andare avanti, uniti e insieme, senza disperdere neppure un granello di quei valori e di quell’intelligente servizio di crescita e sviluppo che ci ha indicato.
Il suo esempio di guidi e ci accompagni per il bene di Trieste, dell’Italia e di quell’Europa unita che deve saper guardare dall’Atlantico agli Urali.
Nel ricordo e a memoria di Silvio Berlusconi, consapevoli del valore dell’essere contenti e di sapere che la gioia è precaria.
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