Confsal, Primo Maggio di sciopero e protesta in piazza Venezia dei lavoratori dei Civici Musei: "Sfruttamento"
“Per un 1° maggio alternativo – Manifestazione in piazza Venezia, per solidarizzare con tutti i lavoratori sfruttati e le categorie “invisibili”, rivendicare una profonda riforma della “democrazia sindacale” affinchè il sindacato torni a essere strumento efficace di tutela dei lavoratori e non luogo di potere e privilegio, impegnarsi per la libertà e la dignità del lavoro, nella prospettiva di una autentica rinascita nazionale”: questi i “titoli” e gli intenti dell'inedita iniziativa promossa dalla Fesica – CONFSAL di Trieste e che si è svolta appunto lunedì 1° Maggio in piazza Venezia, sulle Rive di Trieste, con inizio alle ore 10.30.
Va rilevato che la manifestazione è stata indetta anche in diretta connessione con la nuova giornata di sciopero dei dipendenti della Euro&Promos S.p.A. operanti nei Civici Musei del Comune di Trieste proclamato per la medesima giornata del 1° maggio. Uno sciopero che – come ha sottolineato in apertura della conferenza il responsabile enti locali della stessa Fesica-Confsal Antonino Martelli – è stato attuato per denunciare ancora una volta la grave, perdurante e finora immutata situazione di sfruttamento messa in atto dalla società appaltante, con la complicità di un Comune a tutt’oggi inadempiente rispetto alle promesse di miglioramento recentemente fatte trasparire ma rimaste invece fin qui tali e senza che si sia concretizzata una qualche credibile prospettiva di soluzione. Deriva da questo stato di ormai non più sopportabile attesa e incertezza, unite a un profondo senso di disagio e abbandono da parte delle istituzioni e dei grandi sindacati che si disinteressano totalmente della loro sorte, la decisione di questi lavoratori – che, ricordiamo, vengono remunerati con la risibile somma di 5 Euro lordi all’ora – di scioperare, volutamente e provocatoriamente, nella giornata del 1° Maggio, cioè quando gli “altri” festeggiano e si compiacciono di organizzare inutili parate, concerti e roboanti discorsi pieni di promesse che poi restano lettera morta!
Gli ulteriori e più generali scopi dell'iniziativa – puntualmente descritti anche nel volantino “Per un 1° Maggio Alternativo” sono stati quindi illustrati dal Segretario provinciale Fesica – Confsal Filippo Caputo che ha precisato come la manifestazione ha avuto lo scopo di solidarizzare con tutti i lavoratori sfruttati e le categorie “invisibili” che sopravvivono con remunerazioni sotto la soglia di povertà, nel silenzio di chi li dovrebbe invece tutelare; denunciare il crescente fenomeno dei morti sul lavoro (ormai una media di 3 al giorno!) cui si “affiancano” gli ancor più numerosi invalidi, e ciò anche per precise carenze e inadeguatezze normative; e infine evidenziare la crisi ormai inarrestabile dei sindacati che, “sedotti” dal potere e dai suoi privilegi e perciò sempre più “abbandonati” da chi realmente lavora, hanno costituito una “dittatura” di normative a loro esclusivo favore per rendersi eterni e inamovibili. “Col risultato - ha rimarcato in proposito Caputo – di un crescente dissociarsi della base dei lavoratori dalle cosiddette “sigle storiche” in cui evidentemente non hanno più fiducia. E lo riscontriamo chiaramente anche qui a Trieste – ha ricordato il segretario provinciale Confsal – dove, proprio recentemente e specialmente nel comparto industriale, tutta una serie di elezioni delle Rappresentanze aziendali, dalla Tirso alla “Posa” di Domio, dalla Barilla alla Pittway, hanno fatto registrare forti arretramenti delle “ex maggiori sigle confederali” premiando invece il nostro Sindacato autonomo, in alcuni casi con numeri davvero sorprendenti!”. E' evidente – ha concluso Caputo – il bisogno di una profonda riforma della “democrazia sindacale” e la nostra manifestazione di lunedì avrà pertanto anche lo scopo di segnalare alla politica la assoluta necessità di una nuova legge di riordinamento di questo importante settore della vita sociale, affinchè il sindacato possa tornare a essere strumento di vera ed efficace tutela dei lavoratori, anziché luogo di potere e di privilegi acquisiti grazie a discutibili connessioni, conflitti di interesse e scambi di favori con la politica dominante.”
In base a questi principi ideali viene rivolto un forte appello ai lavoratori e a tutti i cittadini liberi “per celebrare liberamente insieme una “Festa del Lavoro” dedicata a testimoniare la nostra solidarietà a chi ne ha bisogno, il nostro impegno per la libertà e la dignità del lavoro, per una autentica rinascita nazionale.”
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