Comitato No Ovovia intensifica la battaglia legale sui dati di CO2 a Trieste (VIDEO-SERVIZIO)

Il dibattito sulla costruzione dell'ovovia nella zona Natura 2000 di Trieste si intensifica con nuove accuse da parte del Comitato No Ovovia. In una recente mossa, il Comitato ha presentato un'integrazione al loro ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), mettendo in discussione la validità dei dati sulla riduzione delle emissioni di CO2, utilizzati per giustificare il progetto.
Il Comitato sostiene che la deroga concessa per la costruzione dell'impianto a fune si basa su dati errati e irrealistici riguardanti la riduzione della CO2. Secondo il Professor Fermeglia, referente per il WWF Friuli Venezia Giulia, i calcoli attuali non considerano adeguatamente vari fattori, come il mix energetico e il mancato assorbimento di CO2 dovuto al disboscamento.
Il coordinatore del Comitato, William Starc, ha rilevato incoerenze nelle affermazioni della Direzione Regionale Infrastrutture e del Comune di Trieste, riguardo al presunto impatto positivo dell'ovovia sulla riduzione del traffico e delle emissioni. Inoltre, Starc sottolinea che il parere negativo di ARPA, espresso in maggio, non è stato adeguatamente considerato.
Non solo il Comitato contesta i dati sulla CO2, ma anche le presunte conclusioni positive sulla salute umana. Secondo loro, enti come ASUGI e il Dipartimento Salute della Regione hanno espresso posizioni non completamente favorevoli, ponendo dubbi sulla valutazione degli impatti sulla salute derivanti dalla realizzazione dell’opera.
Queste nuove contestazioni si inseriscono in un contesto già complesso, con la prima udienza al TAR prevista a gennaio. Gli avvocati rappresentanti alcuni residenti e associazioni ambientaliste puntano a sottolineare le potenziali incoerenze e le lacune nel processo decisionale che ha portato alla concessione della deroga per la costruzione dell'ovovia, mettendo in dubbio sia la validità ambientale che quella della salute pubblica del progetto.
La situazione a Trieste rimane tesa, con il Comitato No Ovovia determinato a far luce su quelle che considerano gravi mancanze nella valutazione dell'impatto ambientale e sulla salute del progetto ovovia.
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