Carnevale Muggia: “Silenzio su privacy e dati personali”, “Polemiche sterili, sistema conforme a norme”

Si accende il confronto politico a Muggia a poche ore dall’avvio del 72° Carnevale Muggesano. Al centro del dibattito l’introduzione del QR Code nominativo per l’accesso alla città durante la manifestazione. A sollevare il caso è il consigliere comunale Dejan Tič, che parla di “silenzio assordante del Comune sulla sicurezza dei dati”.
Tič: “Mancano garanzie su privacy e legittimità dei controlli”
In un comunicato stampa diffuso alla vigilia dell’evento, Tič sottolinea di aver inviato lo scorso 31 gennaio una richiesta urgente di accesso agli atti tramite PEC, indirizzata agli uffici comunali e agli amministratori competenti.
Il consigliere chiede chiarimenti su diversi aspetti legati alla gestione dei dati personali di cittadini e turisti coinvolti nel rilascio del QR Code. Tra i punti sollevati, la presenza della Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati (DPIA), definita “obbligatoria per legge quando si attuano sorveglianze sistematiche su larga scala”.
“Senza questo documento – afferma Tič – l’intero sistema di tracciamento degli accessi rischia di essere illegittimo”.
Dubbi sull’affidamento e sui controlli
Nel comunicato vengono inoltre evidenziati interrogativi sull’affidamento del servizio alla società esterna HIVE SRL. “Esiste un atto formale che la nomina Responsabile del Trattamento?”, chiede Tič, citando anche il tema dei dati sensibili, comprese eventuali informazioni sanitarie legate alle esenzioni per disabili.
Altro passaggio riguarda i controlli fisici su suolo pubblico. Il consigliere domanda chi sarà incaricato di verificare documenti e identità dei partecipanti, sostenendo che l’eventuale coinvolgimento di steward privati potrebbe configurare “una forzatura normativa inaccettabile”.
Infine, Tič richiama l’assenza, a suo dire, di una chiara informativa privacy e lamenta il mancato passaggio della misura in Consiglio comunale.
“I muggesani meritano trasparenza, non un sistema di controllo improvvisato”, conclude.
Delconte: “Quesiti senza senso pratico”
Non si è fatta attendere la replica del vicesindaco e assessore con delega al Carnevale Nicola Delconte, che respinge le accuse definendole “sterili, inutili e incomprensibili polemiche”.
“Crede veramente il consigliere che il Comune adotti provvedimenti che non tengano conto del diritto alla privacy dei cittadini?”, afferma Delconte, difendendo l’operato degli uffici e sottolineando che le risposte tecniche arriveranno “nei tempi previsti dalla legge”.
“Sistema conforme e nessun tracciamento”
Il vicesindaco ribadisce la regolarità dell’impianto. “Il rilascio del QR Code prevede unicamente il trattamento di nome e cognome e non vi è alcun tracciamento dei movimenti dei cittadini”.
Delconte richiama inoltre il quadro normativo, citando il Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000, art. 42) per chiarire che le competenze sulla materia non sarebbero del Consiglio comunale ma della Giunta.
“Polemiche contro il Carnevale”
Secondo Delconte, la presa di posizione del consigliere si inserirebbe in una linea di opposizione alle misure introdotte per garantire una festa “sicura e sostenibile nel tempo”.
“Ancora una volta dimostra di lavorare contro il Carnevale”, conclude il vicesindaco.
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