Bandiere rosse a Santa Croce, il PD attacca Dipiazza: “Memoria storica non va delegittimata”
Continua a far discutere a Trieste il tema delle bandiere rosse esposte a Santa Croce in occasione del Primo Maggio. Dopo le polemiche e le dichiarazioni del sindaco Roberto Dipiazza, nelle ultime ore è intervenuto anche il Partito Democratico con una presa di posizione ufficiale firmata dalla consigliera comunale Valentina Repini e dalla segretaria provinciale del PD Maria Luisa Paglia.
Le due esponenti dem esprimono “rammarico” per le dichiarazioni del primo cittadino, che avrebbe definito “negativa” l’esposizione delle bandiere rosse nel borgo carsico.
“Le memorie storiche non possono essere cancellate”
Nel comunicato diffuso alla stampa, Repini e Paglia sottolineano come il rischio sia quello di trasformare simboli storici in strumenti di contrapposizione politica e identitaria.
Secondo il Partito Democratico, Trieste e il Carso rappresentano territori caratterizzati da memorie storiche differenti e stratificate che non potrebbero essere ridotte a un’unica lettura.
Nel testo si evidenzia infatti come il Primo Maggio venga vissuto da parti diverse della cittadinanza come:
- festa del lavoro e dei diritti dei lavoratori;
- memoria della Liberazione dal nazifascismo;
- oppure richiamo a periodi storici dolorosi e conflittuali.
Per le esponenti dem, si tratta di memorie che “coesistono” e che dovrebbero essere riconosciute senza cancellazioni reciproche.
La solidarietà alla comunità di Santa Croce e all’ANPI
Nel loro intervento, Repini e Paglia esprimono inoltre solidarietà alla comunità di Santa Croce e alla sezione locale dell’ANPI, definite realtà profondamente legate alla memoria della Resistenza, dei lavoratori e della lotta contro il nazifascismo.
“La bandiera rossa, in questo contesto, non può essere ridotta a simbolo divisivo”, affermano le due esponenti del PD, sostenendo che rappresenti anche una storia di emancipazione sociale, libertà e diritti.
“Trieste non ha bisogno di nuove polarizzazioni”
Secondo il Partito Democratico, le contrapposizioni simboliche nate attorno alla vicenda rischiano di trasformare lo spazio pubblico in un terreno di scontro identitario.
Per questo, Repini e Paglia chiedono un approccio istituzionale capace di promuovere dialogo, rispetto reciproco e convivenza civile tra sensibilità storiche differenti.
“La forza di Trieste”, conclude il comunicato, “risiede nella capacità di custodire memorie diverse senza cancellarle né contrapporle”.
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