Adesso Trieste: 'Il futuro del Burlo va costruito insieme a chi ci lavora'
Un percorso lungo nove mesi, quello portato avanti da Adesso Trieste nel quale sono stati coinvolti operatrici e operatori sanitari in un confronto aperto sul futuro del Burlo. I risultati di questa indagine conoscitiva hanno dato vita a un Report nel quale per la prima volta vengono analizzati insieme gli aspetti sanitari, logistici, ambientali, e quelli relativi all'autonomia e alla salvaguardia della qualifica di IRCCS, in relazione al controverso trasferimento dell'ospedale infantile dalla storica sede di via dell'Istria a Cattinara.
Secondo Adesso Trieste cinque sono i punti importanti da perseguire:
Porre una moratoria sull'esecuzione dell'attuale progetto, al fine di ridiscuterlo in maniera integrale e approfondita con il personale sanitario del Burlo, con tempi certi e brevi, garantendo l'ascolto della cittadinanza; Garantire l’autonomia e l’efficacia del Burlo al fine di salvaguardare l’integrità dell’IRCCS; Nel caso venga confermata la soluzione dello spostamento a Cattinara, mantenere nella struttura di via dell’Istria tutto ciò che non è necessario e utile spostare a Cattinara, provvedendo a modificare in tal senso il Piano Regolatore attualmente vigente che prefigura una “Maddalena 2”; Rinominare il Burlo come Istituto per la Cura della Donna e dei Minori per restituire la reale situazione attuale che vede l’Istituto impegnato anche nella cura della donna, giovane o anziana che sia; Sviluppare una soluzione alternativa al parcheggio sotterraneo al fine di preservare la Pineta di Cattinara, rilevante dal punto di vista sociale e della salute, come sostenuto anche dal comitato "Salviamo il Burlo e la Pineta di Cattinara" a cui AT aderisce.
«Il Burlo, struttura di qualità dal punto di vista dell'attività di diagnosi e cura e di ricerca scientifica, necessita urgentemente di spazi adeguati, di qualità e non vetusti - afferma Gianluca Festini, medico e Consigliere circoscrizionale di Adesso Trieste, che ha guidato i lavori del gruppo. - L'Ospedale Materno-Infantile gioverebbe della contiguità con l'ospedale generale; tuttavia, l'attuale progetto di trasferimento a Cattinara non risolve affatto il problema della disponibilità degli spazi, frammenta la struttura del Burlo in più luoghi, tende all'accorpamento e alla condivisione di funzioni che necessiterebbero di conservare la propria autonomia. Tanto la permanenza nell'attuale sede di Via dell'Istria, quanto un trasferimento del Burlo a Cattinara alle condizioni attualmente delineate dalla Regione, potrebbe mettere a rischio la qualifica di IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico)».
«L'attuale progetto prevede l'abbattimento della Pineta di Cattinara, importante presidio sociale per il rione, al fine di realizzare una piccola porzione dell'edificio dedicato ad alcuni reparti del nuovo Burlo e, soprattutto, un parcheggio sotterraneo. - aggiunge Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio regionale -. Non esistono ad oggi garanzie su un futuro sanitario e socio-assistenziale dell'area di Via dell'Istria che sarebbe lasciata libera dal Burlo: secondo le previsioni attuali del Piano Regolatore, si profilerebbe una sorta di Maddalena 2, con aree commerciali e residenziali. Quegli spazi devono invece rimanere di pertinenza del Burlo, per funzioni non emergenziali, anche per valorizzare gli ingenti investimenti fatti negli ultimi anni».
«A fronte di queste forti preoccupazioni condivise dal personale sanitario, la Regione non ha mai aperto un reale confronto con il personale sanitario sul piano di riorganizzazione del complesso ospedaliero di Cattinara, e in particolare sul progetto di trasferimento del Burlo dall'attuale sede di Via dell'Istria a Cattinara. In questa direzione si indirizzerà la nostra azione in Consiglio regionale». - afferma la consigliera regionale del Patto per l’Autonomia Giulia Massolino.
«Un progetto condiviso con chi lavora nell'ambito sanitario è la garanzia della tutela dell'autonomia e della qualità del Burlo, e della salute di tutte e tutti noi» - conclude il dottor Festini.
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