Pubblichiamo dal candidato sidaaco Maurizio Fogar
Oggi in una paginata destinata ad illustrare i successi dell'industria friulana Danieli, si scrive a lungo anche sull'annunciato, e finora incredibilmente sconosciuto nella sostanza, nuovo stabilimento, un Laminatoio a caldo, che andrebbe ad occupare 480.000 metri quadri nel Comune di Muggia per impiegare un domani circa 400 dipendenti (uno ogni 1200 metri quadri) in società con l'ucraina Metinvest.
Merita riportare le dichiarazioni apparse sulla stampa, cariche di sicumera al limite della supponenza, del Presidente ed AD di Danieli
“L'operazione attende il via libera: gli ucraini devono ancora definire nel dettaglio il tipo di produzione da realizzare nel laminatoio a caldo immaginato alle Noghere. Quale sia lo stato dell'arte del progetto, lo spiega Benedetti (Presidente ed AD di Danieli), parlandone per la prima volta: «Le istituzioni hanno fatto un ottimo lavoro e sono state veloci. Ora la palla ce l'abbiamo noi. La questione sarà affrontata dal cda di Metinvest entro la prima settimana di luglio. Lì sapremo se sarà approvato, come auspico, il progetto delle Noghere, che ci darebbe la possibilità di fare vicino casa un super impianto con la stessa concezione di Qwr. L'impianto produrrà fino a 4 milioni di tonnellate all'anno. Come commentavo con il cavalier Arvedi, il caso fa sì che a Trieste, a soli 700 metri di distanza, ci sia un laminatoio a freddo di livello, che si arricchirà con le apparecchiature che forniremo quest'anno. Nasce un polo della siderurgia. Stiamo facendo preventivamente richiesta di finanziamento a Sace con l'idea che Metinvest possa cominciare a scavare nei prossimi 6-7 mesi: l'idea è partire a produrre nel 2024”
Allora, partiamo da quel “Ora la palla ce l'abbiamo noi”, dopo aver liquidato il ruolo della politica e delle istituzioni più o meno al livello di un obbediente Mastro Lindo (“ Le istituzioni hanno fatto un ottimo lavoro e sono state veloci”). E badate su di un progetto “immaginato” e che deve ancora essere “approvato” dal socio Metinvest.
No, egregio AD e Presidente Danieli, ora la “palla” ce l'hanno i cittadini di Muggia, San Dorligo e Trieste, che al momento ritengono non ci siano le condizioni, e nemmeno il progetto esecutivo e particolareggiato sul ciclo produttivo di questo Laminatoio, che lei stesso si arrischia a definire “immaginato”.
Se l'immaginazione può bastare a questa politica d'accatto che nemmeno per un nanosecondo ha pensato di dover consultare i risiedenti nell'area che vedranno, fino a prova contraria che allo stato di “immaginazione”, converrà, è un po' difficile anche solo ipotizzare, mettere a rischio salute, qualità della vita, e valore dei propri immobili, non pensi neppure lontanamente possa essere sufficiente ed accettabile ai cittadini.
Se poi lei pensa che questa politica a comando suo rappresenti il sentire e la volontà dei cittadini, allora ha sbagliato di grosso.
Ed in quanto alla “possibilità di fare vicino casa un super impianto”, non capiamo a che “casa” si riferisca, visto che il perimetro dell'immaginato “super impianto” lambirà fino a pochi metri le “case” ma dei residenti.
In quanto alla valutazione sull'attuale stato del Laminatoio Arvedi, non a freddo ma a caldo, si informi meglio sulla data di sua costruzione ed entrata in funzione negli USA, il 1949.
Poi la sua “idea” che “Metinvest possa cominciare a scavare nei prossimi 6-7 mesi: l'idea è partire a produrre nel 2024” ci appare oltre che azzardata francamente bislacca.
Comunque sentiremo la volontà dei cittadini questa domenica 13 giugno alle ore 11 in piazza ad Aquilinia (dinanzi Farmacia), e se dovesse corrispondere a quella emersa due settimane orsono nel primo incontro pubblico tenutosi alle Noghere, allora avete fatto i conti senza l'oste.
E che politici vecchi e nuovi si astengano dal presenziare che vita e futuro delle persone sono cose maledettamente più serie della strumentalizzazione e della propaganda elettorale.