4 ottobre 2019, la ferita che Trieste non dimentica: sette anni fa morivano Demenego e Rotta

Oggi, domenica 4 ottobre 2026, ricorre il settimo anniversario della morte dell’Agente Scelto Matteo Demenego e dell’Agente Pierluigi Rotta, i due giovani poliziotti uccisi il 4 ottobre 2019 all’interno della Questura di Trieste.
Sono trascorsi sette anni da quel pomeriggio che ha segnato profondamente la città. Una ferita entrata nella memoria collettiva di Trieste, che negli anni ha continuato a ricordare i due agenti, divenuti per tutti i “Figli delle Stelle”.
Demenego e Rotta furono uccisi da Alejandro Stephan Meran, cittadino dominicano con gravi disturbi psichici. Una tragedia che ebbe origine da un intervento apparentemente ordinario e che, nel giro di pochissimo tempo, si trasformò in una drammatica sequenza di violenza all’interno della Questura.
Quel 4 ottobre 2019
La vicenda era iniziata con un episodio avvenuto in via Carducci. Una donna aveva denunciato il furto del proprio motorino, riferendo di essere stata gettata a terra dall'autore del gesto.
Nel pomeriggio arrivò una telefonata alla Sala Operativa. Carlysle Stephan Meran, fratello di Alejandro, informò la Polizia che proprio il fratello era il responsabile del furto. Segnalò inoltre agli agenti che Alejandro soffriva di disturbi psichici e che non era seguito dai servizi di igiene mentale.
Due equipaggi della Squadra Volante e una pattuglia della Squadra Mobile raggiunsero quindi il domicilio di Meran, insieme al personale del 118.
L'arrivo in Questura e l'improvvisa escalation
In quella prima fase Alejandro Stephan Meran si mostrò calmo e collaborativo. Venne quindi accompagnato in Questura insieme al fratello.
Quella che appariva come una procedura destinata a proseguire senza particolari criticità precipitò improvvisamente.
All’interno dell’Ufficio Prevenzione Generale, Meran chiese di andare in bagno. Uscendo, riuscì a impossessarsi della pistola d’ordinanza dell’Agente Pierluigi Rotta, esplodendo due colpi che si rivelarono letali.
Matteo Demenego, accorso per verificare quanto stesse accadendo, venne a sua volta raggiunto mortalmente dai colpi.
In pochi istanti, la Questura di Trieste diventò il teatro di una tragedia destinata a sconvolgere un'intera città.
Il tentativo di fuga e gli spari
Mentre Carlysle Meran, in preda al panico, si barricava all'interno di un ufficio temendo per la propria vita, Alejandro tentò di fuggire attraverso le scale della Questura.
Durante la fuga sparò contro il personale presente, senza provocare altri feriti. Una volta raggiunto l'esterno dell'edificio cercò inoltre di impossessarsi di un'automobile della Squadra Mobile e aprì nuovamente il fuoco contro gli agenti.
Gli operatori riuscirono infine a neutralizzarlo, disarmandolo e ponendo termine alla drammatica sequenza.
Per Matteo e Pierluigi non ci fu nulla da fare
Immediato fu l'intervento del personale sanitario. Nonostante i tentativi di rianimazione, per Matteo Demenego e Pierluigi Rotta non ci fu nulla da fare.
La notizia della morte dei due giovani agenti si diffuse rapidamente, facendo precipitare Trieste in un clima di dolore e incredulità.
Non era soltanto la Polizia di Stato ad aver perso due suoi uomini. In quelle ore un'intera comunità sentì quella tragedia come propria.
Settemila persone alla fiaccolata
La risposta della città fu enorme. Il giorno successivo circa 7.000 persone parteciparono alla fiaccolata organizzata in memoria dei due agenti, stringendosi idealmente attorno alle loro famiglie e ai colleghi.
Anche i funerali, celebrati pochi giorni più tardi, videro una partecipazione profondamente sentita da parte della cittadinanza e delle istituzioni.
Il dolore di quei giorni si trasformò progressivamente in memoria, lasciando i nomi e i volti di Matteo e Pierluigi impressi nella storia recente di Trieste.
Sette anni dopo, Trieste ricorda
Oggi sono trascorsi sette anni da quel 4 ottobre 2019.
Sette anni durante i quali il ricordo dei due agenti non si è spento. Matteo Demenego e Pierluigi Rotta continuano a essere ricordati come i “Figli delle Stelle”, due giovani uomini della Polizia di Stato la cui vita venne spezzata mentre erano in servizio.
Il 4 ottobre resta così una data dolorosa per Trieste. Una giornata nella quale il tempo sembra inevitabilmente riportare la città a quel pomeriggio del 2019, ai momenti di incredulità che seguirono e alle migliaia di persone che scesero in strada per manifestare vicinanza alle famiglie e alle forze dell'ordine.
Sette anni dopo, Trieste non dimentica Matteo e Pierluigi.
Articoli correlati
CronacaTrieste, Lodi sul Moletto di Miramare: «Abbiamo reperito i fondi, avviate le procedure per i lavori»
Arriva la risposta dell’assessore comunale Elisa Lodi sulla vicenda del Moletto di Miramare , dopo la petizione promossa per chiederne la riapertura. L’assessore interviene per rassicurare direttamente cittadini e comitato e chiarisce la po
CronacaTrieste, Rovinelli guarda a maggio: «Il mare deve diventare ancora di più protagonista degli eventi» (VIDEO)
Non soltanto autunno, Barcolana e Natale. Nel calendario degli eventi di Trieste potrebbe esserci spazio anche per un grande appuntamento primaverile costruito attorno al mare e alla nautica. Vincenzo Rovinelli ha indicato nel mese di maggi
CronacaSocial, influencer triestina Samantha Favretto: «Guardo analytics, Paesi, orari e perfino i dispositivi» (VIDEO)
Dietro un contenuto pubblicato sui social può esserci molto più lavoro di quanto appaia sullo schermo. Orario, Paese di provenienza del pubblico, durata, formato e persino dispositivo utilizzato da chi guarda possono entrare nella pianifica
CronacaTrieste, settembre non è più fine stagione: «Il turismo può arrivare fino a novembre» (VIDEO)
La fine dell'estate non coincide più con la fine della stagione turistica a Trieste. Settembre registra numeri importanti, ottobre sarà trainato dalla Barcolana e l'obiettivo è proseguire con flussi significativi fino a novembre, prima dell

