“23 miliardi alle armi, briciole a sanità e scuola”, il M5S attacca il riarmo da Trieste (VIDEO)

Si è svolto a Trieste, al Teatro dei Fabbri, l’incontro pubblico promosso dal Movimento 5 Stelle dal titolo “La manovra di guerra: come tolgono i soldi agli italiani per spenderli in armi”. Un appuntamento partecipato, durante il quale esponenti nazionali e locali del M5S hanno illustrato le proprie critiche alla legge di bilancio e all’aumento delle spese militari previste nei prossimi anni.
Patuanelli: “Il riarmo incide sull’economia reale delle persone”
A margine dell’evento, Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato, ha spiegato a Trieste Cafe il senso dell’iniziativa.
“Oggi vogliamo rimettere al centro un tema fondamentale che è l’economia del nostro Paese e spiegare come il progetto folle del riarmo incide sulla vita reale dei cittadini. L’economia sta andando malissimo e uno dei motivi è che non ci sono i soldi, e non ci sono perché ci siamo impegnati ad aumentare le spese militari fuori misura. Siamo totalmente contrari a questa previsione e vogliamo spiegare perché incide sull’economia delle persone”.
Entrando nel merito, Patuanelli ha sottolineato come il Governo, a suo giudizio, stia cercando di minimizzare l’impatto del riarmo sui conti pubblici.
“Ci spiegano che siccome la spesa per il riarmo esce dai parametri macroeconomici europei, allora non incide sull’economia. In realtà non è così: incide sul fabbisogno e sul saldo netto da finanziare, quindi significa avere meno risorse. Parliamo di 23 miliardi di euro nei prossimi tre anni. Mettiamo 50 milioni per la sicurezza delle città e 23 miliardi per produrre armi: è una follia”.
“Sanità e scuola senza risorse, ma per le armi i fondi si trovano”
Nel suo intervento, il senatore ha ribadito come, secondo il Movimento 5 Stelle, le priorità del Paese siano altre.
“Il sistema sanitario ha bisogno di finanziamenti, la scuola ha bisogno di finanziamenti. I soldi per questo non si trovano, ma si trovano invece per fare armi”.
Nel corso del confronto, Patuanelli ha toccato anche il tema delle conseguenze umane dei conflitti armati, definendo la guerra “una vergogna dell’umanità” e sottolineando come la produzione continua di armi alimenti scenari di violenza sempre più gravi.
Ricciardi: “Una manovra che penalizza i più deboli”
All’iniziativa è intervenuto anche Riccardo Ricciardi, capogruppo alla Camera, che ha sintetizzato il messaggio politico dell’incontro.
“Siamo qui a Trieste a raccontare la manovra di guerra, una manovra che penalizza le fasce sociali più deboli e prepara una vera e propria mobilitazione di guerra. Le spese per le armi previste sono tantissime, si parla addirittura di leva per i giovani. Questo è il futuro a cui ci sta preparando il governo Meloni e questa maggioranza di centrodestra, e noi abbiamo il dovere di raccontarlo viso a viso ai cittadini”.
Un confronto diretto con la città
L’iniziativa triestina si inserisce in una serie di incontri pubblici con cui il Movimento 5 Stelle intende spiegare direttamente ai cittadini l’impatto delle scelte economiche e politiche legate al riarmo, mettendo al centro il tema delle risorse sottratte, secondo i promotori, a welfare, sanità e istruzione.
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