Sap: «Manifestazioni in Italia, aggressioni a Poliziotti e Carabinieri»

Sap: «Manifestazioni in Italia, aggressioni a Poliziotti e Carabinieri»

Pubblichiamo da Sap Trieste

Quello che è successo in questi giorni a Napoli, Roma, Torino e Milano sono gli ulteriori fatti gravissimi dopo quelli già accaduti recentemente in altre città.

 
Ancora una volta Poliziotti e Carabinieri aggrediti, nel compiere il proprio dovere e fare rispettare la legge, per ripristinare l’ordine.
 
Atti di inaudita gravità, che lo Stato non riesce a fermare; non riesce nemmeno a garantire la tutela dei suoi servitori.
 
Gli scontri, seppure contenuti, di Piazza Libertà a Trieste, avvenuti per allontanare gli “antagonisti” da una manifestazione regolarmente autorizzata ed il lancio di fumogeni contro le forze dell'ordine in Piazza Unità a Trieste, evidenziano che la tensione è ormai a livelli preoccupanti e destinata ad aumentare e che gli operatori di Polizia saranno sempre più chiamati ad intervenire ed essere oggetto di violenze “gratuite” quanto “criminali”.
 
Per questo motivo ancora una volta chiediamo maggiori tutele attraverso l’introduzione delle garanzie funzionali, protocolli operativi, regole di ingaggio e tutele legali.
 
Servono anche strumenti come le “bodycam” e telecamere da mettere in ogni ambiente, storica battaglia sindacale della verità del SAP, a testimoniare l’operato delle FF.OO, senza poi tralasciare il Taser, sempre più indispensabile per poter gestire al meglio ed in sicurezza molte situazioni.
 
Indispensabile, infine, un ripianamento degli organici, alla luce di una carenza attuale complessiva che ammonta a circa al 20%, dato che andrà ad acuirsi nei prossimi anni a causa di un numero importante di pensionamenti e che proprio nella prevenzione della diffusione del Covid-19 ha già evidenziato tutte le sue lacune.
 
Nelle aggressioni patite dalle forze di Polizia e nelle tensioni di piazza di questi giorni c'è tutto il risvolto pratico di una politica che non ha saputo trovare gli opportuni provvedimenti ad una situazione che vige dallo scorso marzo e che oggi trova puntualmente come unico bersaglio e valvola di sfogo gli uomini in divisa.
 
Si trovino soluzioni politiche sensate piuttosto che scaricare sulle forze di polizia la rabbia dei cittadini.