Al via la campagna di derattizzazione, appello: «NON DATE DA MANGIARE AI TOPI!»

Al via la campagna di derattizzazione, appello: «NON DATE DA MANGIARE AI TOPI!»

Sta dando dei notevoli risultati, ma si potrebbe ancora migliorare, soprattutto se vi fosse una maggiore attenzione e collaborazione da parte dei cittadini nell'evitare di gettare a terra o abbandonare qua e là rifiuti commestibili e resti di cibo. Questa in estrema sintesi la situazione riguardo alla campagna di derattizzazione che il competente Assessore comunale agli affari zoofili Michele Lobianco ha illustrato nel corso di una conferenza stampa tenuta “non casualmente” in piazza Venezia, ovvero in una delle aree più “critiche” della città da questo punto di vista, unitamente alle antistanti Rive. Attività di derattizzazione – è stato precisato – che, dal 2014, a seguito di una  specifica sentenza del Consiglio di Stato, è stata completamente attribuita ai Comuni mentre in precedenza era affidata alle Aziende Sanitarie per la generalità delle aree pubbliche e ai Comuni soltanto per le strutture e spazi di propria diretta gestione (scuole, impianti sportivi, musei ecc). Ora, da alcuni anni, è invece solo il Comune – in particolare tramite l'Ufficio Zoofilo del  Servizio Ambiente ed Energia – a dover farsi carico del contenimento dei ratti sull'intero territorio, sia pure operando – come ha ricordato Lobianco – in buona sinergia con l'ASUITS (l'Azienda Sanitaria) e, per la parte delle Rive di sua titolarità, anche con l'Autorità Portuale. Facendo il punto su quanto già fatto e su quanto si andrà ancora a fare, nell'intento di alzare ulteriormente il livello di un'”operazione” che è, a tutti gli effetti, di primaria tutela della pubblica salute, l'Assessore Lobianco, che era affiancato dal funzionario responsabile dell'Ufficio Sostenibilità Ambientale del Comune Gian Piero Saccucci Di Napoli, ha innanzitutto fornito i dati dell'appalto biennale in corso (che scadrà il 31 dicembre di quest'anno) e che ha visto il posizionamento sul territorio di un totale di circa 1250 erogatori (di cui 500 nelle pubbliche vie, 550 presso le strutture scolastiche e circa 200 presso giardini, parchi, musei o altri sedi comunali e istituzionali). Si prevede inoltre - è stato spiegato - l'installazione di ulteriori 100 erogatori, per  la copertura di diversi siti finora non previsti, in considerazione del fatto che nuove presenze vengono a manifestarsi in aree non ancora trattate, a testimonianza di un fenomeno comunque rilevante. I dispositivi, di materiale plastico, a forma trapezoidale, sono strutturati  in maniera tale – è stato ancora precisato, a scanso di ogni dubbio in merito - di non consentire il contatto delle esche con cani, gatti o bambini.  All'installazione di tali erogatori fa seguito un continuativo monitoraggio da parte del servizio di derattizzazione, verificando costantemente l'effettivo consumo delle esche al fine di individuare l'efficacia del posizionamento. “Ma proprio tale costante monitoraggio, oltre a un buon risultato complessivo della campagna, ci consente purtroppo – ha sottolineato Lobianco, stigmatizzando alcuni comportamenti riprovevoli, oltre che sanzionabili per legge – di dover constatare anche come tale servizio, che, lo ribadiamo, è indissolubilmente legato a un discorso di igiene e sanità pubblica, venga ostacolato e in parte compromesso da due fenomeni diversi tra loro ma convergenti nel risultato: la pratica di abbandonare cibo per terra (a puro titolo d'esempio, per tutto il periodo estivo nella zona di Ponterosso e in Giardino Pubblico, pur essendo presenti molteplici erogatori, le esche sono risultate intoccate pur con una forte presenza di ratti, segno evidente che i roditori avevano un'immediata disponibilità di cibo fresco), e, inoltre, l'azione di alcuni che pensano bene di rompere, sabotare o prelevare ed eliminare gli erogatori, come è accaduto e accade molto spesso per un malinteso senso di animalismo estremo. E' evidente che entrambi questi atteggiamenti portano a compromettere l'efficacia di un'azione di derattizzazione comunque complessa e costosa per le casse comunali e a favorire la proliferazione dei ratti.” Avvicinandosi il termine dell'appalto corrente, affidato alla società “Il Girasole” di Porcia (PN) - presente oggi con un suo rappresentante -, è già stato avviato – ha concluso Lobianco – l'iter per l'appalto nuovo, biennale e con un importo base di gara pari a 40.000 Euro lordi (compresa IVA e oneri per la sicurezza). Da rilevare che questo nuovo appalto, per una nuova campagna ancor più intensa e attenta,  comprenderà anche l'opera - “davvero certosina e non semplice”, ha rimarcato l'Assessore – di costante individuazione di varchi, tane, fessure nelle strutture murarie, attraverso le quali i ratti escono allo scoperto o rientrano nei loro nidi. Al termine della conferenza un tecnico della “Girasole” ha provveduto alla posa dei nuovi erogatori predisposti per piazza Venezia.