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Acegas, report "Tracce dei rifiuti": a Trieste il 97% della differenziata va a recupero

Luca Marsi·

Un report per seguire le tracce dei rifiuti

Verde, carta, organico, legno, plastica, ferro, vetro e metallo a Trieste vengono effettivamente differenziati e il 97% finisce a recupero: è questo il dato fondamentale che emerge dal report di Acegas “Sulle Tracce dei rifiuti”.

Il rapporto, giunto all’8a edizione del Gruppo Hera, ed alla 4a nella multiutility del nord-est Acegas, sfata da tempo il mito secondo cui i rifiuti vengono conferiti tutti insieme: grazie ad una grafica intuitiva e, da quest’anno, rinnovata è possibile seguire le tracce delle singole filiere dei rifiuti e scoprire il percorso che attraversano per rinascere a una nuova vita.

Il documento, pubblicato annualmente e certificato dall’ente internazionale indipendente DNV-GL, fornisce una panoramica estremamente ampia sui processi di economia circolare che si attivano grazie all’impegno dei cittadini e dell’Azienda per una corretta raccolta differenziata: dal materiale immesso nelle filiere del recupero, all’impatto positivo sui costi del servizio di raccolta.

Una grafica rinnovata disponibile online e in versione cartacea

La versione di quest’anno, che rendiconta i dati della raccolta differenziata del 2016, come usuale è disponibile sul sito istituzionale con le informazioni di dettaglio, fruibili anche grazie ai contenuti ricchi di infografiche. E’ così possibile avere una visione chiara e immediata delle singole filiere della differenziata, dei quantitativi raccolti in tutti i territori serviti da AcegasApsAmga e degli impianti in cui i rifiuti dei triestini vengono mandati a recupero, rendicontando nella massima trasparenza il percorso compiuto dai rifiuti a valle dei contenitori.

Il rapporto è anche disponibile in versione cartacea ed è distribuito gratuitamente in questi giorni alla casina di Natale dell’Azienda presente in piazza Sant’Antonio (vicino alla chiesa di S. Spiridione), insieme ad un kit per la raccolta differenziata domestica composto da una pratica borsa tripartita e un cestino per la raccolta differenziata.

Uno scarto sulla differenziata di appena il 3%

Sulle tracce dei rifiuti”, dà conto dei risultati raggiunti nell’avvio a recupero da AcegasApsAmga nei territori serviti in Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Complessivamente, nel 2016 l’Azienda ha mediamente destinato a recupero a Trieste il 97% di quanto raccolto in modo differenziato (139 kg/abitante), a dimostrazione di come gli sforzi di Azienda, Comune e cittadini per una buona differenziata, vadano effettivamente a buon fine e, dunque, ad alimentare le filiere del recupero di materia. Quindi in media, la quantità di rifiuti scartata dagli impianti nel processo di recupero (perché, ad esempio, non idonea a essere riciclata o inquinata da corpi estranei) è complessivamente di appena il 3%.

Il dettaglio del recupero per filiera

Nello specifico, i materiali che riescono a essere recuperati a Trieste al 100% sono i rifiuti organici, plastica, legno e ferro. Seguono a pari merito il verde (sfalci e potature) e la carta/cartone con il 98,5%, i metalli con 92% e infine il vetro con l’87,1%.

Modello a discarica zero: anche la raccolta indifferenziata contribuisce all’economia circolare

Acegas  può vantare la totale assenza di discariche per lo smaltimento dei rifiuti urbani, la forma di smaltimento certamente più impattante e improduttiva. Infatti la raccolta indifferenziata dei triestini viene interamente smaltita nell’impianto di termovalorizzazione "Errera" di Trieste che produce energia elettrica.

Nel 2016, negli impianti dei territori serviti, sono state smaltite 123 mila tonnellate di rifiuti che hanno prodotto 214 GWh di energia elettrica e termica, pari al consumo di 79 mila famiglie.

L’economia circolare di Hera fra rinnovabili, efficienza e impiantistica

Raccolta differenziata e riciclo sono strumentali allo sviluppo dell’economia circolare, che del resto è un modello a cui il Gruppo tende attraverso tutti i propri business, come dimostra l’utilizzo di sola energia elettrica rinnovabile per alimentare le attività di Hera in Emilia-Romagna, uno standard in via di estensione all’intero perimetro del Gruppo. A questo, si aggiunge anche un lavoro fondamentale di efficientamento dei propri processi che consentirà di superare un risparmio sui consumi energetici del 3% nel 2017, con l’obiettivo di portare tale riduzione al 5% entro il 2020.

Ma economia circolare, per il Gruppo Hera, vuol dire anche investimenti, infrastrutture, impianti. Basti pensare ai tre biodigestori di Rimini, Lugo (RA) e Cesena, che nel solo 2016 hanno consentito di recuperare fertilizzante per l’agricoltura biologica e hanno soprattutto coperto i consumi elettrici di 8.000 famiglie producendo energia dai rifiuti organici. Sempre di rifiuti organici, fra l’altro, si alimenterà l’impianto a Sant’Agata Bolognese per la produzione di biometano, la cui realizzazione - prevista entro il 2018 - consentirà di fare fronte ai consumi di ulteriori 6.000 famiglie, nonché di ottenere biocarburante per i veicoli a metano.

Un altro contributo alle performance “circolari” della multiutility Acegas è inoltre venuto dalla recente acquisizione della trevigiana Aliplast, che nel 2016 ha trattato circa 85 mila tonnellate di rifiuti plastici producendo 80 mila tonnellate di plastica riciclata utilizzata da produttori di mobili, componenti di arredo o materiali in plastica e in edilizia.

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