Al via SHAREMED, progetto per gestire e pianificare le aree marine e affrontare congiuntamente i pericoli connessi all'inquinamento e alle minacce ambientali

Al via SHAREMED, progetto per gestire e pianificare le aree marine e affrontare congiuntamente i pericoli connessi all'inquinamento e alle minacce ambientali

La corretta gestione e la pianificazione integrata delle aree marine prevedono una valutazione globale degli impatti ambientali dei fattori di stress per definire eventuali piani di mitigazione e adattamento. In occasione del meeting del progetto"SHAREMED - Sharing and enhancing capabilities to address environmental threats in Mediterranean sea" 30 rappresentanti di Enti di ricerca e di gestione di 8 Paesi del Bacino Mediterraneo si sono riuniti a Trieste in questi giorni  per dare il via alle attività che si concluderanno nel 2022. 

 

SHAREMED è un progetto strategico finanziato dal programma Interreg Mediterranean, coordinato dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – OGS che mira ad aumentare la capacità delle autorità regionali, subregionali e locali, e della comunità di ricerca dell’Area del Mar Mediterraneo di valutare e affrontare congiuntamente i pericoli connessi all'inquinamento e alle minacce ambientali a livello costiero e nelle acque transnazionali.

 

Gli ecosistemi marini sono esposti all'impatto di numerosi fattori di stress che agiscono anche in aree diverse. Tra questi ci sono i cambiamenti climatici (ad esempio riscaldamento e acidificazione), l’inquinamento (rifiuti), il traffico marittimo, lo sfruttamento delle risorse viventi e non viventi, l’oligo / eutrofizzazione, la presenza di specie invasive. 

 

“Il monitoraggio di mari e oceani è spesso difficile e costoso quindi attualmente l'oceano è ancora ampiamente sottocampionato e le banche dati esistenti sono incomplete” spiega Cosimo Solidoro, direttore della Sezione di Oceanografia di OGS e responsabile del progetto. “Nonostante negli ultimi anni sia stato raccolto un gran numero di dati, spesso l’insieme delle informazioni a disposizione è frammentato, eterogeneo e costituito da dati che non sono sempre comparabili, né di facile accesso e utilizzo” precisa Solidoro. 

 

Il quadro è ancora più complesso nelle aree transnazionali, dove la frammentazione del quadro di governance implica che autorità diverse potrebbero avere diversi programmi di monitoraggio e valutazione dello stato ambientale e dei pericoli connessi alle minacce ambientali, rendendo più difficile avere una pianificazione efficiente dell'area. È necessario migliorare e facilitare la condivisione di dati, procedure, informazioni e conoscenze, al fine di supportare la governance multilivello e la pianificazione spaziale condivisa. Allo stesso tempo, è necessario migliorare le capacità di osservazione e valutazione, mediante l'integrazione di sistemi esistenti, lo sviluppo di sistemi di previsione a breve termine e l'integrazione di tecnologie emergenti.

 

In questo contesto SHAREMED nasce quindi per aumentare la capacità delle autorità di gestione e della comunità scientifica di valutare e affrontare i rischi relativi alle minacce ambientali:

  • fornendo modelli per la raccolta, il confronto, l'integrazione, l'armonizzazione delle esperienze esistenti e aumentando la possibilità di trovare, accedere e utilizzare le informazioni esistenti; 

  • studiare e testare procedure e protocolli per realizzare una banca dati condivisa e prodotti da utilizzare per valutare la salute e i rischi ambientali; 

 

“Il progetto prevede più di 3 milioni di finanziamento e ci permetterà di migliorare le capacità di osservazione e valutazione dello stato del mare, definendo le pratiche di cooperazione, l'integrazione delle infrastrutture esistenti, la definizione e l'effettiva attuazione di un sistema di previsione trasferibile” conclude Solidoro.  

 

 

Oltre a OGS, al progetto partecipano 9 partner internazionali:  Valenciaport Foundation for Research, Promotion and Commercial Studies of the Valencian region (Spagna), National Institute of Biology (Slovenia), Università del Montenegro, Institute of Marine Sciences (Spagna), Università Aix-Marseil (Francia), Università di Malta, Intermodal transport cluster (Croazia), Portuguese Institute of Sea and Atmosphere, I. P., LaMMA Consortium - Environmental Monitoring and Modelling Laboratory for Sustainable Development-- Division of Oceanography (Italia).