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Ricatto a un minore via email: la Polizia Locale di Trieste smaschera il presunto responsabile

Luca Marsi·
Ricatto a un minore via email: la Polizia Locale di Trieste smaschera il presunto responsabile

Una vicenda inquietante, che aveva preso avvio con un tentativo di ricatto online ai danni di un minorenne triestino, ha portato a un rinvio a giudizio grazie al lavoro della Polizia Locale e al coordinamento della Procura della Repubblica.

Tutto è cominciato lo scorso anno, quando un ragazzo aveva ricevuto un’email da ignoti che sostenevano di aver hackerato la sua casella di posta. I malintenzionati minacciavano di inviare alla Polizia Locale messaggi compromettenti a suo nome se non fosse stata pagata una somma considerevole. Il giovane ha ignorato la richiesta, confidandosi con la madre, che ha avuto la prontezza di rivolgersi immediatamente al Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale.

Gli hacker hanno però dato seguito alla minaccia: una email con contenuti allarmanti, nella quale si annunciava la presenza di due ordigni esplosivi in città e si chiedevano centomila euro per non farli detonare, è giunta direttamente alla casella istituzionale del Comando. L’immediata verifica ha escluso qualsiasi pericolo concreto, ma ha fatto scattare indagini accurate.

Attraverso l’analisi tecnica dei flussi digitali, gli investigatori sono riusciti a risalire, nonostante l’utilizzo di server collocati anche all’estero (uno in Medio Oriente), all’identità del presunto autore. L’uomo è stato denunciato per tentata estorsione, procurato allarme, sostituzione di persona e calunnia (artt. 56-629, 658, 494 e 368 del Codice Penale). Ulteriori elementi sono emersi dall’esame dei suoi profili social, consolidando il quadro accusatorio.

Il procedimento è ancora nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata in sede processuale. Per questo non sono state diffuse le generalità o dettagli che possano ricondurre alla sua identificazione.

Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo:

«Un’indagine complessa, durata quasi due anni, in cui la nostra Polizia Locale, attraverso operatori altamente specializzati, ha saputo addentrarsi nelle ragnatele digitali con professionalità e determinazione. Un lavoro che dimostra ancora una volta la capacità del Corpo di affrontare anche le sfide della criminalità informatica».

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