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Il Comune informa

L'ultimo saluto a Giorgio Rossi: Trieste si stringe attorno alla famiglia a San Giusto

Luca Marsi·
L'ultimo saluto a Giorgio Rossi: Trieste si stringe attorno alla famiglia a San Giusto

La città di Trieste ha tributato oggi l'ultimo saluto all'assessore Giorgio Rossi, scomparso lo scorso 11 luglio, con una partecipata cerimonia funebre celebrata nella Cattedrale di San Giusto. Una funzione caratterizzata da un clima di profonda commozione, alla quale hanno preso parte istituzioni, rappresentanti del mondo politico, autorità civili e militari e numerosi cittadini che hanno voluto rendere omaggio a una figura che per oltre vent'anni ha segnato la vita amministrativa del capoluogo giuliano.

L'arrivo del feretro tra gli onori istituzionali

La salma è stata accompagnata all'altare dagli agenti della Polizia Locale in alta uniforme, in un momento particolarmente solenne che ha preceduto l'inizio della celebrazione religiosa.

Nella navata della cattedrale era presente anche il gonfalone dell'Unione degli Istriani listato a lutto, a ricordare le origini istriane dell'assessore e il legame mai interrotto con quella comunità.

Una città riunita nel ricordo

A officiare le esequie è stato don Ettore Malnati.

Tra i banchi della cattedrale sedevano le massime autorità civili, militari e religiose, insieme ai componenti della Giunta comunale, ai consiglieri di maggioranza e opposizione e a numerosi rappresentanti del mondo associativo e istituzionale.

Accanto alle autorità, tanti cittadini hanno voluto essere presenti per testimoniare la vicinanza alla famiglia e rendere omaggio a un amministratore che, nel corso degli anni, ha seguito numerosi interventi destinati a modificare il volto della città.

Il ricordo commosso del sindaco Roberto Dipiazza

Tra i momenti più intensi della cerimonia, le parole del sindaco Roberto Dipiazza, visibilmente commosso nel ricordare non soltanto il collaboratore, ma soprattutto l'amico con cui ha condiviso un lungo percorso amministrativo.

«Ha lavorato per 25 anni al servizio della città. Ha cambiato intere zone di Trieste, la grande viabilità, le rive, la piscina, i parcheggi, San Giacomo. A me mancherà un fraterno amico, siamo stati 25 anni insieme, sono stati 25 anni straordinari, lui mi voleva bene veramente», ha dichiarato il primo cittadino.

Un ricordo che ha riassunto il lungo rapporto umano e politico che ha legato i due amministratori nel corso di oltre due decenni.

L'ultimo viaggio verso Opicina

Al termine della funzione religiosa, il feretro ha lasciato la Cattedrale di San Giusto per essere accompagnato al Cimitero di Opicina, dove si è svolta la tumulazione.

Si è concluso così il percorso terreno di Giorgio Rossi, dopo una giornata in cui Trieste ha voluto manifestare il proprio affetto e la riconoscenza nei confronti di un amministratore che ha ricoperto incarichi di primo piano nelle diverse giunte comunali.

Una lunga vita al servizio della città

Nato a Umago il 9 ottobre 1947, Giorgio Rossi arrivò a Trieste ancora bambino insieme alla famiglia, come esule istriano.

Diplomato come perito edile, costruì la propria attività nel settore dell'edilizia prima di entrare in politica all'inizio degli anni Duemila.

Dal 2001 iniziò il suo lungo percorso amministrativo al fianco del sindaco Roberto Dipiazza, ricoprendo negli anni gli incarichi di assessore ai Lavori Pubblici, all'Educazione, allo Sport, alla Cultura, ai Giovani, fino ad assumere nella quarta giunta Dipiazza la delega alle Politiche della Cultura e del Turismo, mantenuta fino alla sua improvvisa scomparsa.

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