Trieste, poesia: il Premio Saba chiude lunedì 15, arrivano il docuvideo e l'incontro con il vincitore
«Tutti si chiedono come mai Trieste abbia tutti questi personaggi letterari, abbia tutti questi grandissimi poeti. E la risposta che ci si dà è perché Trieste è crocevia di culture, con gli scambi, eccetera. Io invece tendo a darmi una motivazione un po' più banale, che è quella del vento. Il vento, come la poesia, è una cosa che ti porta via, che ti impedisce di radicarti da qualche parte e che ti fa volare. Ti fa sentire tutta la nostra facoltatività dello stare al mondo, insomma, in qualche misura». Queste le parole del poeta Stefano Dal Bianco, vincitore del 5^ Premio Saba Poesia – promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste con Lets Letteratura Trieste, curato da Fondazione Pordenonelegge.it – che aprono il suo intervento nel docu-video “5^ Premio Umberto Saba poesia a Stefano Dal Bianco”, prodotto da FondazionePordenonelegge.it, online da lunedì 15 dicembre sul canale YouTube di pordenonelegge. Nel corso dell’opera – per la regia e videoproduzione video di Francesco Guazzoni e Alessandro Pasian, con le riprese di Alessandro Pasian, Matteo Pavanello, Giulio C. Ladini e Fabio Papalettera – molti gli scorci di Trieste che si intervallano agli interventi del Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, della vicesindaco del Comune di Trieste Serena Tonel, del responsabile del Museo Lets Riccardo Cepach e dei componenti della Giuria del Premio: il poeta presidente di Giuria Claudio Grisancich, il poeta e direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta, la poetessa Franca Mancinelli, il poeta Antonio Riccardi e il critico letterario Roberto Galaverni. «Saba – prosegue Dal Bianco – ci ha messo parecchio a essere riconosciuto come grande poeta, e non è un caso. Per la sua freschezza, che è una cosa che è difficilmente rappresentabile, che però c'è, e per il suo coraggio. Saba è uno che si mette in gioco fin da subito e che te le racconta tutte, non ha remore. Sono molto rari i poeti che hanno quel tipo di coraggio che aveva Saba. La sensazione è che la poesia di Saba ti aiuti a vivere».
È in programma lunedì 15 dicembre, alle 11 al Liceo Petrarca di Trieste l’ultimo appuntamento 2025 del Premio Saba poesia: con il vincitore Stefano Dal Bianco, collegato live, converseranno il poeta e direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta, assieme al responsabile del Museo Lets Riccardo Cepach,presentando alle studentesse e agli studenti l’opera di Dal Bianco e condividendo con loro e gli insegnanti la lettura di alcuni suoi componimenti selezionati. «Paradiso di Stefano Dal Bianco – osserva Gian Mario Villalta – è un libro consistente, compatto, che ha una caratura stilistica molto precisa e che si avvale della lezione di due grandi maestri del Novecento. Da un lato Vittorio Sereni, più segreto ma potente nelle ripetizioni e nella capacità di costruire ragionamento anche all'interno della poesia; dall'altro il maestro al quale ha dedicato parte anche della sua carriera di studioso, che è Andrea Zanzotto, dove sentiamo la collisione delle vocali, dove sentiamo la variazione appunto dei toni. Anche se di fatto quello che sorprende in questo libro è effettivamente la capacità di fare quasi poesia dalla sintassi, di sostenere il discorso in un'ampia partitura metrica che ci porta vicini a una forma colloquiale che però colloquiale non è affatto nel senso normale in cui noi parliamo. È poesia ed è poesia costruita magistralmente».
Stefano Dal Bianco (Padova 1961) insegna Poetica e Stilistica all’Università di Siena. Negli anni Ottanta, con Mario Benedetti e Fernando Marchiori, ha diretto la rivista di poesia contemporanea «Scarto minimo». Come studioso e critico militante si è occupato prevalentemente della metrica di Petrarca, Ariosto, Andrea Zanzotto, e di poesia del Novecento. Di Zanzotto ha curato il Meridiano Mondadori nel 1999 (con Gian Mario Villalta) e l’Oscar Tutte le poesie (2011). Libri di poesia: La bella mano (Crocetti 1991), Stanze del gusto cattivo (in Primo quaderno italiano, Guerini e associati 1991), Ritorno a Planaval (Mondadori 2001; LietoColle 2018), Prove di libertà (Mondadori 2012), Paradiso (Garzanti 2024, Premio Strega Poesia 2024). I suoi saggi di poetica sono raccolti in Distratti dal silenzio. Diario di poesia contemporanea, Quodlibet 2019.
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