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Teatro Verdi. Svelata la prossima stagione lirica e di balletto: si parte con Lohengrin di Wagner

redazione·
Teatro Verdi. Svelata la prossima stagione lirica e di balletto: si parte con Lohengrin di Wagner

Se la cifra storica di Trieste e la sua fama passano soprattutto da letteratura e musica, il Teatro Verdi di Trieste, uno dei più antichi nel mondo, non può che esserne crocevia essenziale e dunque è bene ricapitolarne i momenti salienti che l’hanno posizionato in tutte le enciclopedie musicali del globo, anche attraverso le scelte artistiche delle nuove stagioni. Quindi, per celebrare i 225 anni dalla sua apertura nel 1801, apice della gloria cittadina come seconda capitale dell’Impero Absburgico, il Verdi presenta un nuovo allestimento di Lohengrin di Wagner a firma di Arnaud Bernard e col podio di Enrico Calesso. Il titolo inoltre riunisce in sé altri due anniversari di questa stagione, ovvero il 1876 e i 150 anni dalla sua prima esecuzione in teatro con la direzione di Luigi Mancinelli, definito da Wagner stesso “Il Garibaldi dei Direttori d’Orchestra”, e il 1917, quindi i 110 anni dal debutto dell’opera nell’originale tedesco per la prima volta in tutto il territorio di lingua italiana. Sul palco voci solidamente wagneriane sempre scelte con la massima cura dalla Direzione Artistica in collaborazione con Calesso, la cui dedizione al repertorio è nota in tutt’Europa e soprattutto nei paesi di lingua tedesca.

A dicembre invece nella migliore tradizione natalizia, si avrà la nuova produzione del balletto Lo Schiaccianoci, appuntamento imperdibile per grandi e piccini, e per l’occasione si aprirà la nuova collaborazione con un’altra eccellenza italiana dopo Opera di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli protagonista dell’appuntamento a firma del coreografo Simone Valastro. Il 2027 si aprirà invece con il Don Giovanni di Mozart, che vedrà tornare sul podio Enrico Calesso e alla regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi, già applauditissimo nella doppia, elegante produzione dedicata alla figura di Figaro in apertura della corrente stagione. Nel cast grandi ritorni come Giorgio Caoduro, Ekaterina Bakanova e l’eccellente Maria Grazia Schiavo, assai esperta del ruolo di Donna Anna.

A febbraio invece giungerà in città L’Elisir d’Amore di Donizetti nell’allestimento di Valencia firmato dall’acclamato regista Damiano Michieletto con il podio del giovane Niccolò Jacopo Suppa, già noto in città per le sue collaborazioni nel repertorio sinfonico. Il cast che sarà impegnato nella divertente trasposizione dell’opera in un inedito contesto balneare contemporaneo, spicca di voci ben conosciute a Trieste come il baritono Simone Alberghini, il raffinato tenore Antonino Siragusa, il decano Ambrogio Maestri, ma anche di giovani talenti in rapida carriera come il bel soprano Elene Gvritishvili, solista ospite dell’Opera di Stato Bavarese.

Con marzo torna invece Puccini e Bohème nel lodato allestimento del Teatro Massimo di Palermo a firma Mario Pontiggia con la bacchetta del giovane ma bene affermato Giuseppe Mengoli, che vanta già collaborazioni importanti con istituzioni come Rai di Torino, Wiener Symphoniker e Gustav Mahler Jugendorchester. Nel cast il soprano triestino Elisa Verzier come Mimì, il tenore messicano-americano Galeano Salas, di recente applaudito per Gounod, e la giovane Rocío Pérez, soprano spagnolo già molto stimato e dal talento assai versatile.

A maggio invece una vera sorpresa col dittico contemporaneo dedicato a Giovanna d’Arco, la Pulzella d’Orleans, santa, folle, pura e guerriera, ma anche icona francese nel mondo. In apertura si avrà dunque l’Oratorio Dramatique Jeanne d'Arc au bûcher firmato da Arthur Honegger nel 1938, per la prima volta al Verdi, nonché primo esperimento storico di commistione tra recitazione pura e musica, ma anche drammatica narrazione degli ultimi istanti della Santa già incatenata al rogo che, in attualissimi flash-back cinematografici, ripercorre i momenti apicali della sua eroica epopea in un umanissimo smarrimento davanti al baratro della morte. A seguire l’opera in un atto Jeanne Dark, una seconda esecuzione dopo quella del Maggio Musicale Fiorentino del ’24 e ora appositamente rinnovata per il Verdi. Firmata dal celebre compositore Fabio Vacchi su libretto dell’editore, romanziere e saggista milanese Stefano Jacini, l’opera è di opposto segno rispetto ad Honegger, partendo infatti dal beffardo poema di Voltaire su Giovanna d'Arco, che si diverte a giocare coi destini dell'Europa dipendenti dalla verginità della Pulzella. Il libretto di Jacini propone dunque come maestro di cerimonie lo stesso Voltaire e alcune esilaranti situazioni da lui inventate, ma aggiunge alla trama il personaggio di Gilles de Rais, compagno d'armi della Pulzella, e immagina infine che Giovanna riesca a scampare al rogo scappando sulla luna con un asino alato. Sul podio Alessandro Cadario, già direttore per la prima assoluta di Vacchi e Jacini al Maggio, mentre la regia è affidata a Paolo Valerio in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il Rossetti.

A maggio invece grande ritorno nella tradizione e nei richiami alla storia della città con Aida di Verdi in nuova produzione firmata dalla giovane regista, allieva di Livermore, Alessandra Premoli e con la direzione di Jordi Bernàcer per un cast stellare con Anna Pirozzi nel ruolo del titolo, Daniela Barcellona come Amneris e Fabio Sartori per Radames.  Infine a giugno grande chiusura di stagione con Norma di Bellini diretta da Daniel Oren per la celebre coproduzione di Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, Fondazione Teatro Comunale di Bologna, Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, che recupera i famosissimi bozzetti scenografici e tele prodotte da Mario Schifano per Bari nel 1991, ma che andarono perduti nel rogo dello stesso anno. Ricostruiti grazie agli schizzi del più importante esponente della pop art italiana col consenso della moglie, essi sono cornice unica, imperdibile e preziosissima della regia firmata dall’affermato attore e drammaturgo toscano Federico Tiezzi. Per l’occasione tornerà in teatro Jessica Pratt nel ruolo del titolo con le ottime voci di Stefan Pop, Raffaella Lupinacci e Carlo Lepore.

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