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Teatro Verdi gremito per “Fratelli”: la storia degli Stuparich chiude la tournée tra emozione e memoria

Luca Marsi·
Teatro Verdi gremito per “Fratelli”: la storia degli Stuparich chiude la tournée tra emozione e memoria

Una serata intensa e carica di significato quella andata in scena martedì 10 marzo 2026 al Teatro Verdi di Trieste, dove l’opera teatrale “Fratelli” ha concluso la propria tournée regalando al pubblico cittadino uno spettacolo a ingresso gratuito dedicato alla memoria di Giani e Carlo Stuparich, figure simbolo della storia e della cultura triestina.

Promossa dall’Esercito Italiano, la rappresentazione ha accompagnato il pubblico in un viaggio teatrale e umano nella vita dei due fratelli Stuparich, grandi letterati triestini e spiriti irredenti, entrambi decorati con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Un racconto teatrale tra storia, guerra e legame fraterno

Lo spettacolo prende spunto dagli scritti e dai carteggi dei due fratelli, rielaborati in una narrazione teatrale che intreccia le vicende personali e il contesto storico dell’Italia del primo Novecento. Non un semplice racconto storico, ma un percorso emotivo e narrativo che mette al centro il legame profondo tra Giani e Carlo, fratelli prima ancora che soldati.

Attraverso parole, musica e interpretazione scenica, la rappresentazione ha mostrato due vite parallele segnate dalla guerra, dall’ideale di patria e dall’affetto fraterno, un legame che – come racconta la drammaturgia – nemmeno la morte riesce a spezzare.

Musica e teatro insieme sul palco

Ad accompagnare gli attori sul palco è stata l’orchestra di Fiati del Comando Territoriale Nord dell’Esercito, composta da musicisti provenienti dalla Fanfara della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, dalla Brigata Paracadutisti “Folgore” e da musicanti del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste.

L’alternanza tra musica e recitazione ha reso lo spettacolo un’esperienza coinvolgente, capace di raccontare una pagina importante della storia italiana attraverso linguaggi artistici diversi.

Romano: “Un’occasione per riflettere sui valori della democrazia e della libertà”

A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato il Colonnello Claudio Romano, Comandante del Comando Militare Esercito, che ha espresso soddisfazione per la grande partecipazione del pubblico.

«Siamo molto orgogliosi di accogliere a Trieste questo spettacolo ispirato alla storia degli eroici fratelli Stuparich – ha dichiarato –. Ringrazio il Comando Territoriale Nord per aver scelto il Teatro Verdi e sono certo, vista l’affluenza, che i cittadini hanno accolto con entusiasmo questa occasione per approfondire una pagina della nostra storia e riflettere sui valori che stanno alla base della democrazia e della libertà».

Il Canovaccio, oltre trent’anni di teatro

Lo spettacolo è stato realizzato dal gruppo teatrale Il Canovaccio, fondato nel 1990 e guidato artisticamente da Antonello Pagotto, con oltre trenta produzioni all’attivo ispirate a grandi autori della letteratura teatrale come Molière, Goldoni, Cechov, Dostoevskij, Pirandello, De Benedetti, Woody Allen ed Éric-Emmanuel Schmitt.

Per questa produzione speciale, la compagnia si è avvalsa della collaborazione di Alice Pagotto, autrice del testo drammaturgico e regista dello spettacolo. Formata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, Alice Pagotto ha collaborato anche come attrice con il Centro Teatrale Santacristina di Gubbio, fondato dal grande regista Luca Ronconi.

La serata al Verdi si è così trasformata in un momento di memoria collettiva, capace di unire teatro, storia e identità triestina, riportando sul palco le vicende di due fratelli che hanno segnato profondamente la storia della città e del Paese.

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