Rocky Horror Show al Rossetti: Jason Donovan conquista Trieste con un messaggio universale di libertà

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione del cult musicale The Rocky Horror Show, in scena al Politeama Rossetti di Trieste, alla presenza del protagonista Jason Donovan, accolto con entusiasmo dal direttore artistico Gianmario Longoni e da Stefano Curti. Un incontro all’insegna della musica, del teatro e della libertà d’espressione, in cui l’attore e cantante australiano ha raccontato la sua visione del celebre ruolo di Frank-N-Furter.
Una star nella Hall of Fame del Rossetti
Gianmario Longoni ha espresso orgoglio e gratitudine nel poter ospitare un artista del calibro di Jason Donovan, definendo un privilegio accoglierlo in una produzione che “continua a far sognare e divertire intere generazioni”. Stefano Curti ha sottolineato come l’ingresso di Donovan nella Hall of Fame del Musical al Rossetti rappresenti un riconoscimento prestigioso, ricordando di averlo visto anni fa in Joseph e di aver atteso con emozione il suo ritorno sulle scene italiane.
Donovan: “Il mio Frank-N-Furter è follia, vulnerabilità e libertà”
Jason Donovan ha parlato con entusiasmo della sua interpretazione di Frank-N-Furter, dichiarando di non voler imitare l’iconica performance di Tim Curry: “Non si può emulare un’icona, bisogna entrare nel personaggio, nella sua follia e nella sua fragilità. È un ruolo che parla della libertà di essere se stessi”. Dopo 25 anni, Donovan ha spiegato di sentirsi “più sicuro e rilassato”, forte di una maturità artistica che gli permette di esprimere meglio la potenza e la complessità del personaggio.
Un’opera teatrale che diventa un concerto rock
L’attore ha descritto The Rocky Horror Show come “una combinazione di opera teatrale e concerto rock”, capace di trascinare il pubblico in un’esperienza collettiva e liberatoria. “Ogni sera è diversa, un po’ pericolosa, mai uguale – ha detto – ed è questo che la rende viva”. Ha definito il pubblico italiano “appassionato, caloroso e intelligente”, dichiarando di sentirsi onorato di poter finalmente calcare i palcoscenici del nostro Paese con questo ruolo.
Un messaggio eterno per i “misfits”
Donovan ha ricordato come lo spettacolo, nato negli anni ’70, resti di straordinaria attualità: “È una storia per tutti coloro che si sentono diversi. È un inno alla libertà e al coraggio di sognare in grande”. Ha raccontato anche un legame personale con il musical, poiché conobbe la moglie Angela proprio durante una produzione del Rocky Horror nel 1998, e suo padre recitò nel primo musical scritto da Richard O’Brien dopo il successo dello show.
L’emozione di “I’m Going Home”
Uno dei momenti più toccanti, ha confidato Donovan, è l’esecuzione del brano I’m Going Home: “È la canzone della vulnerabilità di Frank. È semplice, ma la semplicità è la cosa più difficile da rendere vera”. Gianmario Longoni ha elogiato la sua interpretazione, definendola “profonda e commovente”.
L’energia del teatro e il legame col pubblico
“Sul palco sento l’adrenalina e l’energia del pubblico – ha detto Donovan – e quello italiano è unico. Amo quando è vivace e partecipe, ma anche intelligente. È un dialogo continuo”.
Concludendo l’incontro, Longoni ha ringraziato la stampa e il pubblico triestino per l’affetto dimostrato verso il Rossetti e verso questo spettacolo che continua, dopo decenni, a essere un inno alla libertà, all’amore e al coraggio di essere se stessi.
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