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La Contrada, sabato "Pandora": dissacrante spettacolo che racconta la fragilità umana in un bagno pubblico

Luca Marsi ·
Un bagno in fondo a un corridoio o quello di un aeroporto, il bagno di un club o di un’azienda: tutti noi abbiamo fatto parte dell’umanità variegata che lo attraversa. È un luogo di passaggio, d’attesa, d’incontro tra sconosciuti, ma anche un camerino improvvisato dove sistemarsi, guardarsi allo specchio, nascondersi, sfogarsi. Il luogo insieme pubblico e privato, e forse più libero, per eccellenza: da qui parte il dissacrante spettacolo “Pandora” che il Teatro dei Gordi porta al Teatro Orazio Bobbio di Trieste sabato 17 dicembre alle ore 20.30, in data unica, come Evento Speciale della Stagione 2022/2023 del Teatro La Contrada. 
 
In scena, sei attori impegnati in una cinquantina di figure, più o meno disperate, che attraversano un bagno che di volta in volta cambia. E chi entra porta con sé il proprio vissuto personale che non è semplicemente la necessità fisiologica di utilizzare un bagno pubblico, ma è fatto di piccole o grandi necessità, surreali o meno, che gli spettatori non faticano a rendere personali, riconoscendosi nei personaggi.
 
«Lo spettacolo nasce su richiesta della Biennale Teatro 2020, che aveva come tema la censura», spiega il regista Riccardo Pippa. «Abbiamo pensato di rappresentare un bagno pubblico dove entrano diverse persone colte in un momento di fragilità, in una sorta di pit stop dal tran tran del mondo. Tutti noi abbiamo ricordi ed esperienze in luoghi simili». 
 
Filo conduttore del percorso del Teatro dei Gordi è la ricerca di un linguaggio specificamente teatrale, fatto di movimento, partiture di gesti concreti, oggetti, vestiti, maschere, musica, poesia: un teatro poetico capace di emozionare e produrre immagini vive. «Nei nostri spettacoli la parola c’è, ma ha sempre un ruolo insolito. Sicuramente non è prosa ma più un lavoro sul corpo, su situazioni in cui il gesto, il silenzio, il movimento acquistano forza». Ancor di più nel contesto di un bagno, dove le parole non servono: «Il bagno pubblico non è un salotto, non è il luogo della parola ma dell’azione fisica. Un’ambientazione che ci permetteva di aprire un immaginario vasto». Appunto, un vaso di Pandora di personaggi e situazioni, in cui il bagno diventa di volta in volta un covo per i demoni, un’anticamera, una soglia prima di un congedo o un battesimo del fuoco. Se fuori ci si deve attenere alle norme sociali, ad una prassi, al gioco, dentro il bagno si dismette qualcosa; è uno spazio amorale, di sospensione, anche di grossa violenza e nudità, un luogo comune dell’interiorità dove ampliare lo spettro dell’azione quotidiana oltre i limiti e le censure.
 
“Pandora” è una produzione Teatro Franco Parenti, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, in collaborazione con Teatro dei Gordi. 
 
PANDORA
di e con Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti e Matteo Vitanza
ideazione e regia di Riccardo Pippa
dramaturg Giulia Tollis 
maschere e costumi Ilaria Ariemme
scene Anna Maddalena Cingi 
disegno luci Paolo Casati 
suono Luca De Marinis 
produzione Teatro Franco Parenti / Teatro Stabile Di Torino – Teatro Nazionale in collaborazione con Teatro dei Gordi
Sabato 17 dicembre ore 20.30
Teatro Orazio Bobbio
Trieste
 

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