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Cronaca

Vivere in strada a Trieste: la convivenza quotidiana che divide Largo Barriera (VIDEO)

Luca Marsi·
Vivere in strada a Trieste: la convivenza quotidiana che divide Largo Barriera (VIDEO)

Da diverso tempo ormai, in Largo Barriera, numerosi cittadini segnalano la presenza fissa di un uomo senza fissa dimora che, giorno e notte, staziona nei pressi delle fioriere al centro della piazza, generando una situazione di evidente disagio igienico-sanitario. I residenti e i commercianti della zona, pur mostrando iniziale comprensione, oggi appaiono esausti: la convivenza si è fatta complessa, tra urla notturne, abbandono di rifiuti e comportamenti percepiti come poco rispettosi degli spazi pubblici.

A essere compromesso non è solo il decoro urbano, ma anche il sereno utilizzo del pubblico dehors, in un'area frequentata da famiglie, turisti e attività commerciali. La presenza costante di sacchi, cartoni, bottiglie e residui alimentari attorno alla zona ha alimentato l’insoddisfazione generale, spingendo molti cittadini a invocare un intervento strutturato e risolutivo, che vada oltre la semplice rimozione dei rifiuti.

La persona in questione – secondo quanto emerso – sarebbe già stata raggiunta più volte da operatori del sociale, volontari e autorità pubbliche. Diverse sarebbero state le proposte di accoglienza temporanea, inserimento in strutture protette o programmi di reinserimento, tutte però, pare, declinate dalla persona interessata. Una decisione che, pur nel rispetto della libertà individuale, lascia sospesa la possibilità di migliorare concretamente una situazione che oggi non è più sostenibile per il contesto urbano circostante.

Mentre cresce la frustrazione tra i residenti, resta forte l’interrogativo su quale sia il limite tra diritto alla libertà personale e dovere collettivo di rispettare lo spazio comune.

Educazione civica, tutela della dignità umana e senso di responsabilità condivisa dovrebbero essere gli strumenti principali per affrontare questi casi. Ma è evidente che, senza una sinergia efficace tra servizi sociali, enti locali e cittadinanza, anche le buone intenzioni rischiano di restare inascoltate.

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