“Velocità folli, sorpassi azzardati e zero rispetto", il grido d’allarme di una giovane triestina
La recente tragedia avvenuta in via Fabio Severo, dove una giovane donna ha perso la vita dopo essere stata investita, ha scosso profondamente la comunità triestina. Tra le tante reazioni, una giovane della città ha voluto condividere il proprio pensiero, trasformando il dolore per l’ennesimo incidente in una riflessione sulla sicurezza stradale.
“Guidare a Trieste è diventato un rischio”
“Nella nostra città ogni volta che prendi in mano la macchina rischi incidenti o tamponamenti… questa è la verità che nessuno dice!” scrive la ragazza, sottolineando come spostarsi in auto a Trieste possa trasformarsi in un’esperienza di continuo pericolo.
Abitando nel rione di San Giacomo e muovendosi ogni giorno verso il centro, racconta di partire spesso con il timore che possa accadere qualcosa: “Sinceramente mi faccio il segno della croce prima di partire”.
Le criticità segnalate
La giovane denuncia una mancanza di educazione stradale e di rispetto delle regole di base:
- automobilisti che corrono “alla velocità della luce”,
- distanza di sicurezza inesistente,
- sorpassi azzardati, anche da destra,
- motorini che zigzagano tra le corsie,
- clacson suonati con impazienza appena si rallenta.
E non mancano gli episodi che l’hanno coinvolta direttamente: “Proprio ieri stavo per fare un incidente perché il furbo dietro di me era attaccato alla mia macchina”.
La responsabilità di chi guida
“Io non sono una gran guidatrice, lo ammetto, ma vado piano perché ci tengo alla mia vita e a quella degli altri”, scrive la giovane, richiamando tutti al senso di responsabilità. Prendere in mano il volante, spiega, significa accettare un compito enorme: “Non sai chi c’è davanti a te, potrebbe esserci un anziano, una persona distratta dal telefono, qualcuno che cerca un accendino mentre va a 70 all’ora”.
Un appello alla consapevolezza
Lo sfogo si conclude con un appello diretto a chi guida in maniera imprudente: “Tu che suoni come un pazzo, tu che stai a 30 cm dalla mia macchina, tu che sorpassi quando non è permesso, tu che porti bambini in auto e corri come fossi in autostrada… fermati e rifletti. E se fosse successo a te?”
La giovane propone anche una soluzione: introdurre per tutti lezioni obbligatorie di consapevolezza alla guida, non solo di teoria, ma basate sulla responsabilità personale e sul rispetto della vita altrui.
Un pensiero alla vittima
La riflessione si chiude con un messaggio di pietà e vicinanza: “Riposa in pace giovane anima 🙏”. Parole semplici ma potenti, che uniscono la rabbia per la mancanza di sicurezza al dolore per chi ha perso la vita sulle strade di Trieste.
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