Valmaura, grossa sorpresa nelle mutande: non è superdotato, è un tossichella
Un controllo di routine che si trasforma in arresto. Nel pomeriggio del 16 gennaio 2026, i Carabinieri della Stazione di Trieste Borgo San Sergio hanno tratto in arresto un ventenne italiano per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, nell’ambito di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione dei traffici illeciti nel rione di Valmaura e nelle aree limitrofe.
Secondo quanto comunicato, il giovane è stato fermato in via Capodistria e avrebbe mostrato “chiari segni di insofferenza e agitazione”, comportamento che ha spinto i militari ad approfondire i controlli.
La scoperta: due panetti di hashish nascosti negli slip
Durante la perquisizione personale, i Carabinieri avrebbero rinvenuto, occultati negli slip, due piccoli panetti di hashish per un peso complessivo di 70 grammi. A quel punto l’intervento si è esteso anche all’abitazione del giovane.
La perquisizione in casa: marijuana, materiale per confezionare e contanti nascosti nel soffitto
Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari hanno recuperato materiale vario ritenuto utile per il confezionamento della sostanza stupefacente e anche alcuni grammi di marijuana.
Ma il rinvenimento più rilevante riguarda il denaro: secondo quanto riportato, tra le travi in legno del soffitto, ben nascosta, sarebbe stata trovata una somma in contanti di quasi 8.000 euro, composta da banconote di piccolo taglio e ritenuta provento dell’attività illecita.
L’arresto e i domiciliari: il ventenne a disposizione dell’autorità giudiziaria
Informato il magistrato di turno, il Sostituto Procuratore dott.ssa Cristina Bacer, il giovane è stato arrestato dai Carabinieri di Borgo San Sergio e, al termine degli atti di rito, è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
La precisazione: indagini preliminari e presunzione di innocenza
Come specificato nella comunicazione, il procedimento penale si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità effettiva dell’indagato sarà valutata nel corso del successivo processo e non vengono fornite generalità né elementi che possano consentire l’identificazione della persona coinvolta.
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